Berlusconi: “Non mi ricandido”. Il voto a febbraio con Alfano candidato

Dopo l’annuncio di ieri nel quale Silvio Berlusconi ha affermato di voler consegnare le dimissioni dopo la legge sulla stabilità ed andare così alle elezioni anticipate oggi il premier torna a parlare affermando che non si ricandiderà. Queste le sue parole: «un altro esecutivo è impensabile» lo porta a vedere come unica alternativa quella del voto anticipato. «Appena sarà approvata la legge di stabilità mi dimetterò e, siccome non ci sono altre maggioranze possibili, vedo solo le elezioni all’inizio di febbraio, elezioni a cui non mi candiderò più».

Berlusconi ha poi precisato che il leader di centrodestra candidato alle prossime elezioni sarà
Angelino Alfano: «è accettato da tutti e sarebbe sbagliato bruciarlo adesso provando a immaginare un nuovo governo guidato da lui»; anche se poi precisa: «saranno le consultazioni tra il milione e duecentomila iscritti al Popolo della Libertà a stabilirlo».
Dopo 17 anni la carriera politica di Berlusconi si sta avviando, secondo molti giornalisti, al crepuscolo.
Berlusconi ha poi affermato che la scelta delle dimissioni è stata: «un gesto di responsabilità nei confronti del Paese per evitare che la diserzione di pochi possa danneggiare l’Italia in modo irreparabile. Sono un ottimista per natura e speravo che al dunque il senso di responsabilità, di lealtà verso gli elettori sarebbero prevalsi. Invece, dopo Fini e i suoi 26 parlamentari che sono passati all’opposizione, altri sette parlamentari hanno fatto la stessa cosa, tradendo il mandato elettorale e in un momento come questo tradendo anche l’Italia».
In un intervista alla Stampa, Berlusconi ha specificato che la legge di stabilità sarà approvata in tempi brevissimi, anche entro fine mese: “E’ importante fare veloci: prima facciamo e prima usciamo da questa giostra infernale, da questa situazione incredibile, con i mercati che premono. Gli stessi mercati che non sono solo una minaccia, ma un’opportunità: ci spingono a fare le riforme che non siamo mai riusciti a fare. Non le dobbiamo vivere come un’imposizione, ma come un’occasione”.

di Enrico Ferdinandi

9 novembre 2011

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