Consultazioni: Renzi è ottimista, ma Grillo frena: “Non sei credibile”

Consultazioni: Renzi è ottimista, ma Grillo frena: “Non sei credibile”

Grillo-RenziConsultazioni ad alta tensione per Matteo Renzi. Ieri, il nuovo premier ha dovuto fare i conti con la furia del leader del M5stelle Beppe Grillo che, appena seduto al tavolo delle trattative, ha subito ribadito di non appoggiare il nuovo esecutivo.

Una stretta di mano forzata tra i due leader ha sancito l’inizio dello scontro tra il comico genovese e l’ex sindaco di Firenze nella Sala del Cavaliere, uno scontro dominato delle ragioni grilline. “Rappresenti le banche, i poteri forti: sei giovane ma nello stesso tempo vecchio, qualunque cosa dici non è credibile, ha esordito Grillo, “Io non voglio parlare con te, la nostra stima non ce lhai, noi siamo i conservatori, per lacqua pubblica, tu vuoi privatizzare lEni, lEnel, sei per il Tav… Non abbiamo nessuna fiducia in te.

Un attacco senza interruzioni quello del pentastellato che ha impedito a Renzi di replicare e che ha portato alla chiusura quasi immediata del confronto: “Rappresenti De Benedetti, gli industriali, gente che ha disintegrato questo Paese. È finita”, ha tuonato Grillo prima di lasciare il tavolo delle consultazioni per darsi in pasto ai giornalisti.

Silenziato dalla foga verbale di Grillo, il premier ha esternato le sue opinioni su twitter, dichiarandosi “dispiaciuto per lui e imbarazzato, e promettendo ai seguaci del M5 stelle di cambiare l’Italia anche per loro.Capisco le difficoltà di prevendita, le difficoltà di consenso, ma milioni di italiani gli hanno dato fiducia”, ha continuato Renzi trascinato dall’onda della delusione. E se il premier ha espresso il suo rammarico per l’occasione persa, Grillo ha risposto alla cyberprovocazione in sala stampa: “Chi si aspettava di più dal M5S ha sbagliato a votarci.

Con Forza Italia, che si è dichiarato partito di opposizione, le cose sono andate un po’ meglio: l’alleanza Renzi e Berlusconi sembra tenere sulla legge elettorale, ma su altre questioni, come la riforma della giustizia e il presidenzialismo alla francese, nessun accordo è stato raggiunto.

Al termine delle consultazioni il premier, rassicurato anche dall’appoggio dato dalla delegazione democratica guidata dal deputato Roberto Speranza, ha sottolineato davanti alla stampa di essere “decisamente convinto che ci sono le condizioni per fare un ottimo lavoro”. Ma la posizione del Ncd, il futuro ruolo di Alfano e l’ostilità grillina gettano nuove ombre sulla formazione di una squadra di governo da presentare entro sabato e che otterrà la fiducia lunedì prossimo.

Benedetta Cucchiara
20 febbraio 2014

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