Governo Renzi: il sì condizionato di Alfano e il rifiuto di Vendola

Governo Renzi: il sì condizionato di Alfano e il rifiuto di Vendola

alfano-condizioni-governo.renzi12 incontri e la conquista del Ncd. Si può riassumere così la giornata di consultazioni di ieri in cui Renzi ha incontrato a Montecitorio numerosi partiti allo scopo di tastare la disponibilità delle forze politiche per mettere in piedi un esecutivo.

Dopo 70 minuti di colloquio, Alfano ha imposto le sue condizioni, (che vanno dal rifiuto della patrimoniale alla scelta di un ministro della giustizia garantista), per avere il suo posto al sole a Palazzo Chigi senza l’ombra della sinistra. “Ho chiesto e ottenuto che, concluse le consultazioni, quando saranno chiare le forze, queste forze si riuniscano oggi pomeriggio per vedere se cè compatibilità tra i programmi”, ha dichiarato il leader di Ncd, che ha lasciato una porta aperta alla partecipazione del suo partito all’esecutivo: “se c’è compatibilità posso immaginare di fare un governo”.

Mentre i fratelli d’Italia, insieme a Scelta Civica, Udc e il gruppo Grandi Autonomia e libertà,si sono detti soddisfatti dell’incontro con Renzi e soprattutto delle rassicurazioni che il premier ha voluto dare sul caso Marò, la Lega ha escluso qualsiasi collaborazione e si è detta pronta alla guerra. Il segretario del Carroccio Matteo Salvini ha ribadito infatti “di uscire dal colloquio molto preoccupato per un Nord occupato ‘manu militari’ dalle potenze straniere”, e ha dimostrato di essere angustiato per altre questioni europee:”i temi di confronto e che saranno di scontro sono numerosi, partendo dall’Europa e dall’Euro perchè Renzi ci ha detto che la sua posizione è totalmente diversa dalla nostra”.

Non solo la Lega, ma anche Nichi Vendola ha storto il naso di fronte alle proposte di Renzi e a seguito del colloquio ha sottolineato la sua indisponibilità “a partecipare o a contribuire alla nascita di un esecutivo che si fonda sul compromesso tra una parte del centrosinistra e del centrodestra” . Le motivazioni del leader di Sel, risiederebbero nelle false novità proposte dal nuovo premier e nelle riproduzioni di coalizioni precedenti che secondo Vendola “non sono la risposta ai problemi del Paese ma parte dei problemi del Paese”.

Attendendo la presentazione del nuovo governo e la fiducia alle Camere prevista per il fine settimana, possiamo già delineare le fattezze del nuovo governo, che nascerà sotto il segno dei moderati e che avrà alla base pesanti trattative.

 

Benedetta Cucchiara
19 febbraio 2014

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