Letta domani al Colle per le dimissioni, il Pd appoggia Renzi

Letta domani al Colle per le dimissioni, il Pd appoggia Renzi

Letta si recherà domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Questa la conclusione della riunione Pd di oggi pomeriggio alla quale il premier non ha voluto partecipare, lasciando campo libero a Renzi.

Al termine di una giornata tesa e piena di incertezze, la fine del governo Letta non è stata accolta come qualcosa di inaspettato: la decisione del premier di cancellare la visita ufficiale in Gran Bretagna prevista per il 24-25 febbraio, aveva gettato delle luci d’ombra sul suo futuro a palazzo Chigi.Inoltre, la scelta di non partecipare alla riunione e di attendere la decisione finale in un’altra sede, è stata vista come l’ennesimo segnale di una caduta imminente; in una lettera, il premier ha giustificato la sua assenza, ribadendo che “è fondamentale che la discussione si sviluppi, e le decisioni conseguenti siano assunte, con la massima serenità e trasparenza”.

A seguito della votazione del documento di Renzi per un nuovo governo, approvato dalla direzione Pd con 136 sì, 16 no e 2 astenuti, Letta ha subito inviato una nota da palazzo Chigi, in cui il premier ha accettato la decisione del partito: “A seguito delle decisioni assunte oggi dalla direzione nazionale del Partito Democratico, ho informato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, della mia volontà di recarmi domani al Quirinale per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri”.

Renzi ha accolto la vittoria con un discorso centrato su un nuovo programma contro il “lento logoramento delle istituzioni”.”Chiedere oggi di cambiare strada è il tentativo di restituire un’occasione alla politica”, ha esordito il segretario Pd, che ha aggiunto: “Possiamo aspettare che qualcuno lo faccia per noi, ma c’è il piccolo inconveniente che in 20 anni non lo ha fatto nessuno.O il Pd ha un protagonismo forte o questo cambiamento si realizza soltanto a parole”.

Domani, Letta sarà atteso al Quirinale per cedere la guida dell’Italia alle nuove promesse di cambiamento. Questa volta necessario.

di Benedetta Cucchiara

13 febbraio 2014

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