Processo compravendita senatori: il Senato sarà parte civile

Processo compravendita senatori: il Senato sarà parte civile

Senato-RepubblicaIl Senato si costituirà parte civile nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo relativo alla compravendita di senatori, una vicenda che ha visto protagonista il Cav dal 2006 e al 2008.

I componenti del Consiglio del Senato hanno espresso la loro contrarietà a qualsiasi coinvolgimento di Palazzo Madama nel processo all’ex premier che inizierà lunedì a Napoli. Il presidente Grasso, a seguito della consultazione del Consiglio conclusa ieri pomeriggio con 10 voti contrari e 8 voti favorevoli , ha scelto in totale autonomia, affermando di “aver dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentazione il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla cosiddetta “compravendita di senatori” .

Sulle ragioni che lo hanno spinto ad una decisione controcorrente, il presidente del Senato ha spiegato che si è trattato di “un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento”.

Forza Italia, Lega e Ncd hanno subito reagito alla provocazione di Grasso, reo di aver bypassato le loro intenzioni espresse durante le votazioni del Consiglio. “Una decisione sconcertante, gravissima e lesiva di regole istituzionali e rapporti politici e personali”, ha esordito Gasparri di Fi. “Ha voluto affidare la questione della costituzione in giudizio al Consiglio di presidenza del Senato che si è espresso contro la decisione di essere parte civile nel processo. Poi ha calpestato e ignorato questo orientamento con una scelta istituzionale scorretta e con un atteggiamento anche offensivo nei confronti di chi fa parte dell’organo di vertice del Senato.”

Posizioni opposte sono state invece espresse dai grillini e dal Pd, entrambi concordi sul carattere inevitabile della scelta: la senatrice del Pd Valeria Fedeli ha infatti dichiarato che “la sua decisione è assolutamente ineccepibile e risponde unicamente alla necessità di difendere la dignità, il prestigio e il corretto e trasparente funzionamento del Senato. Un dovere istituzionale, politico e morale”. Dello stesso parere il gruppo parlamentare grillino che si è complimentato con il presidente per “aver tutelato la dignità del Senato nonostante il parere sfavorevole di Forza Italia, Lega, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Popolari per l’Italia”.

Si tratta quindi di una scelta salutata positivamente dai pentastellati, che per la prima volta non hanno espresso l’intenzione di contrastare le istituzioni, ma di appoggiarle per far fronte alla corruzione politica, un fenomeno sul quale il movimento ha fatto sapere di attendere “una chiara presa di posizione”.

Benedetta Cucchiara
06 febbraio 2014

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