Italicum spacca il Pd, Cuperlo si dimette

Italicum spacca il Pd, Cuperlo si dimette

cuperloDimissioni in casa Pd. La prima vittima dell’Italicum di Renzi è Cuperlo che oggi, abbandonando la presidenza del Pd, ha voluto in questo modo sottolineare il dissenso contro il segretario e la sua nuova legge elettorale.

L’annuncio è stato dato durante la riunione della minoranza alla Camera, dove Cuperlo ha letto una lettera che invierà a Renzi, mettendo così la parola fine allo scontro tra maggioranza e minoranza democratica iniziato con l’abbandono da parte del presidente della riunione Pd di ieri pomeriggio.

Contrario ad una norma che impedisce ai cittadini di scegliere i candidati e che non assicura la governabilità, Cuperlo ha spiegato nella lettera a Renzi i motivi delle sue dimissioni: “Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero. Mi dimetto perché voglio bene al Pd e voglio impegnarmi a rafforzare al suo interno idee e valori di quella sinistra ripensata senza la quale questo partito semplicemente cesserebbe di essere. Mi dimetto perché voglio avere la libertà di dire sempre quello che penso”.

E contro i renziani che hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni perché considerato colpevole di un eccessivo livore, l’ex presidente ha voluto rispondere in maniera sarcastica, sottolineando allo stesso tempo il suo amore per la politica. “Leggo da un dizionario on line che la definizione del termine corrisponde più o meno a “sentimento di invidia e rancore”. Ecco, caro segretario, non è così.Non nutro alcun sentimento di invidia e tanto meno di rancore. Non ne avrei ragione dal momento che la politica, quando vissuta con passione, ti insegna a misurarti con la forza dei processi. Ed io questo realismo lo considero un segno della maturità”.

Una legge elettorale per domarli, una legge elettorale per ghermirli e nel buio incatenarli. Sembra che l’approccio Tolkieniano di Renzi sia la tattica giusta per mettere a tacere la minoranza e per stringere amicizia con Berlusconi. Quale sarà la prossima missione del Signore della Politica?

di Benedetta Cucchiara
21 gennaio 2014

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