De Girolamo in aula. Nessun direttorio politico

De Girolamo in aula. Nessun direttorio politico

GOVERNO: LETTA E MINISTRI HANNO GIURATO IN MANI NAPOLITANONon esiste nessun direttorio politico-partitico” e “Pisapia voleva coprire le sue attività delinquenziali”. Dura quarantacinque minuti l’intervento alla Camera del Ministro dell’Agricoltura Nunzia de Girolamo, sul ruolo avuto nella vicenda dell’assegnazione di un appalto per l’ospedale Fatebenefratelli di Benevento.

La questione risale al 2012: da quello che si è potuto apprendere dalle registrazioni di Felice Pisapia un ex funzionario dell’Asl, venivano fatte pressioni per dare allo zio del ministro la gestione del bar all’interno dell’ospedale. Inoltre c’è anche la questione dell’appalto truccato Sanit, l’azienda che gestiva precedentemente il servizio 118 che non è riuscita a vincere la gara.

La ministra campana quindi, avrebbe chiesto di intervenire ad alcuni dirigenti dell’Asl, tra cui Pisapia che in quel momento stava registrando tutto (e per questo arrestato con obbligo di dimora). Nella registrazione si sente dire dalla De Girolamo: “Facciamogli capire che un minimo di comando ce l’abbiamo, altrimenti mi creano coppetielli con questa storia, mandagli i controlli e vaffanculo”.

Ma stamane nel suo intervento non tollera le accuse che le sono state mosse: “nessuna pressione c’è stata” –dice. Il ministro per le Politiche Agricole attacca, denunciando “un linciaggio e un accanimento senza precedenti” e garantisce “di non aver mai, mai e poi mai abusato del mio ruolo di deputato e di non aver mai, mai e poi mai aver tradito la Costituzione sulla quale ho giurato”.

Se mi pento di alcune espressioni colorite” –dice- “non mi pento di aver aiutato la gente che chiedeva ad alta voce maggior assistenza sanitaria” e “giammai ho agito per interessi personali ed elettorali”, aggiunge De Girolamo.

Nella sua ricostruzione dei fatti spiega di “non avere mai indicato dirigenti medici o professionisti da nominare. Chi dice ciò non è informato o peggio in malafede”. Secondo il Ministro questa situazione è lo scotto da pagare per non essere stati accondiscendenti con alcune importanti personalità: “Mi è stato chiesto –ha sottolineato infatti-” di intervenire per amici, mogli, compagni fratelli. Ho sempre detto no e oggi mi fanno pagare anche questo”.

Voglio che mia figlia nei prossimi anni possa andare a testa alta e sapere che sua madre mai e poi mai ha abusato del suo ruolo di deputato e mai e poi mai ha calpestato la bandiera cui si inchina ogni mattina quando entra nel suo ufficio”. Così si è chiuso il suo intervento. Accanto a lei –in un’aula semivuota c’erano il vice presidente del Consiglio Angelino Alfano e il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello. Assente invece Enrico Letta. Michele Bordo (Sel) ha esposto un cartello con la scritta “non mi occupo di agricoltura, ma di Asl e bar”, subito fatto rimuovere. Applausi solo dal Nuovo centro destra. Anche il marito, Francesco Boccia, del Pd, non ha battuto le mani, tenendole giunte sotto il mento.

Luigi Carnevale
17 gennaio 2014

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