Job Act a gennaio. E Renzi rilancia l’occupazione

Job Act a gennaio. E Renzi rilancia l’occupazione

Matteo_Renzi“Posti di lavoro in sei settori con il made in Italy al primo posto”. Questa la promessa del neosegretario democratico Matteo Renzi che oggi, durante l’inaugurazione della settimana della moda a Firenze, ha rilanciato un programma teso a creare occupazione.

Il job act, così si chiama il nuovo esperimento renziano, sarà presentato tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima e cercherà di rialzare alcuni settori, come il turismo, la cultura e l’industria manufatturiera, evitando di ridurre la questione lavoro ad un battibecco sullo Statuto dei lavoratori. “Il Job Act,”ha spiegato Renzi, “non sarà e non dovrà essere tanto una discussione sull’articolo 18 su cui ciascuno ha le proprie idee, ma un programma per rendere concreta un’idea di Italia nei prossimi anni”.

E se da un lato gli interessi del leader Pd sono tutti concentrati attorno alla creazione di nuovi posti, dall’altro Renzi non si è dimenticato delle regole contrattuali, necessarie sia agli imprenditori che alla classe lavoratrice. “L’ obiettivo del Job-act”, ha spiegato,”è creare le regole d’insieme, vale a dire il panorama sistemico che parte dalle condizioni di chi fa impresa e deve essere messo in condizione di poterla fare”. Infatti, secondo il segretario, “bisogna cominciare a dare garanzie a chi finora non le ha mai avute e che negli ultimi 20 anni ha dovuto pagare il costo dei ritardi della politica”.

Sul ruolo dell’Europa nella gestione della crisi economica e soprattutto sulla politica, nessun commento positivo è stato espresso da parte di Renzi, sottolineando ancora una volta il mancato intervento delle istituzioni europee e italiane nel sostegno dei cittadini e delle imprese. “Se l’Europa non ha fatto il suo mestiere”, ha sottolineato, “non è colpa dei burocrati ma dei politici che hanno consentito ai burocrati di fare ciò che volevano. Se la politica fa il suo mestiere, l’Unione europea smette di essere un ostacolo”.

Benedetta Cucchiara
07 gennaio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook