La minaccia di Berlusconi:” se mi arrestano, in Italia scoppierà la rivoluzione”

La minaccia di Berlusconi:” se mi arrestano, in Italia scoppierà la rivoluzione”

Berlusconi“Se mi mandano in carcere ci sarà la rivoluzione in Italia”. Di fronte alla possibilità di essere arrestato, Berlusconi non ha esitato a rompere la bolla silenziosa creata attorno alla sua decadenza e intervistato dalla radio francese Europe 1, è tornato a far parlare di sè smentendo così l’ipotesi di un suo ritiro definitivo della politica.

L’ex premier, impegnato a restaurare Forza Italia e quindi ben lontano dall’abbondonare il campo, ha attaccato non solo tutti coloro che si sono serviti del potere giudiziario per accelerare la sua espulsione dal Senato, ma anche i giudici,”i veri protagonisti della politica”:”Non si può mandare in carcere qualcuno che fa campagna elettorale contro una maggioranza che ha usato il suo braccio giudiziario per cercare di eliminare il suo oppositore dalla scena politica”. E sulla possibilità di essere arrestato, il Cav. ha ammesso di non temere il carcere, contando su una ribellione cittadina, una guerra civile che lo liberi in primis dalla “prigione denigratoria” in cui si sente rinchiuso dal 1994 e magari anche dalle sbarre vere e proprie.

Durante l’intervista, l’ex premier non ha esitato a definire la sua caduta “un golpe”, a sua detta uno dei tanti che ha caratterizzato il passato italiano.”Negli ultimi 20 anni non abbiamo avuto solo un colpo di Stato”, ha dichiarato il Cav., “Ne abbiamo avuti quattro. Un colpo di Stato è quando un Paese non è governato da uomini eletti dal popolo. Il Partito Comunista, dal 1992, voleva avere la possibilità di prendere il potere definitivamente. Ho avuto la possibilità di non renderlo possibile”.

Comunisti, toghe rosse e politicizzate al centro delle frecciate berlusconiane. Ma anche il governo è stato oggetto di critiche da parte del leader di Fi che ha sottolineato di essere ancora il presidente del suo partito e di volerlo guidare in campagna elettorale contro un esecutivo “che non è più eletto dal popolo e che non mantiene le promesse”. E pensando alle prossime elezioni politiche, il Cav. ha messo già le mani avanti, chiedendo”che esse siano organizzate il 24 maggio, lo stesso giorno delle elezioni europee”.

Sull’eventuale fuga all’estero, magari in Russia dal “compagno di merende” Putin, Berlusconi è stato categorico e ha escluso questa opzione dato che non ha più il passaporto ed è a rischio intercettazione. Ma sembra che l’ex premier sia trattenuto più dalle catene della nostalgia che da quelle burocratiche: “Amo il mio Paese non posso chiudere la mia avventura umana, di patriota, di uomo di Stato fuggendo dall’Italia”.

Benedetta Cucchiara
13 dicembre 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook