Programma di riforme 2014, Letta conquista la fiducia. Ma è scontro alla Camera con Forza Italia e M5stelle

Programma di riforme 2014, Letta conquista la fiducia. Ma è scontro alla Camera con Forza Italia e M5stelle

renato-brunetta-discorso379 voti favorevoli e 212 contrari alla Camera, 173 Sì al Senato contro 127 No. Con questi numeri Enrico Letta ha incassato la fiducia sul progetto di riforme economiche per il 2014, una prova che il premier ha dovuto superare non senza ostacoli da parte di un’agguerrita opposizione.

Agli sforzi di Letta di tenere sotto controllo le tensioni politiche, sono seguite le repliche tutt’altro che amichevoli di Forza Italia, Lega Nord e il M5 stelle; ed è stato proprio Beppe Grillo ad attaccare per primo il presidente del Consiglio su Facebook. “Letta mente agli italiani e offende M5S”, ha replicato il comico genovese al premier che lo aveva accusato alla Camera “di incitare all’insubordinazione delle Forze dell’Ordine“.

I contrasti non sono mancati anche con Forza Italia che si è scagliata contro Angelino Alfano e la sua scelta di appoggiare il governo, riportando in Aula vecchi rancori e fratture mai sanate dopo lo scisma del centrodestra. Ed è Brunetta che ha attaccato il vicepremier, definendolo “un traditore“.  “Che tristezza vicepresidente Alfano”,  ha esordito il capogruppo alla Camera, “che tradimento dei suoi e dei nostri elettori, che tradimento anche della sua storia e glielo dico con dolore, con il dolore di un amico”. E terminando le dichiarazioni al vetriolo con una pesante critica al discorso di Letta “arrogante e fuori dal mondo“, Brunetta ha così chiuso il capitolo della collaborazione tra Forza Italia e l’esecutivo.

In mezzo al caos parlamentare, solo il silenzio di Matteo Renzi è forse servito a tranquillizzare il premier, sicuro di aver portato avanti un progetto accettato anche dal nuovo segretario del Pd.

Contrasti a parte, il grande programma di Letta prevede un sistema di riforme volte a migliorare il funzionamento delle istituzioni per implementare la qualità della democrazia: abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, orientamento maggioritario della legge elettorale, amnistia e indulto, liberalizzazioni e dismissioni del patrimonio pubblico, sono 5 grandi temi che troveranno applicazione a partire dal 2014 e sui quali Letta si è dimostrato ottimista, ricordando i successi economici degli ultimi tre mesi.”Nel terzo trimestre di quest’anno la caduta del Pil si è arrestata dopo oltre due anni di segno negativo”, ha dichiarato con fiducia il premier,  “il 2014 sarà il primo anno col segno più dopo la crisi, ma il governo dovrà continuare nell’impegno per ridurre debito, deficit, spesa e tasse; puntare a una crescita dell’1% nel 2014 e arrivare al 2% nel 2015; rilanciare gli investimenti pubblici; aggiornare le politiche per la competitività industriale; creare un clima più favorevole agli investimenti”.

Questo programma di riforme, chiamato impegno 2014, è stato difeso a spada tratta dal primo ministro che, prima di incassare la fiducia al Senato, ha concluso il discorso alla Camera con una minaccia: “Chi proverà a far saltare il banco ne risponderà davanti ai cittadini“.

Benedetta Cucchiara
12 dicembre 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook