Alfano contro le proteste dei Forconi:”le nostre città non verranno messe a fuoco”

Alfano contro le proteste dei Forconi:”le nostre città non verranno messe a fuoco”

alfano-le-nostre-citta-non-verranno-messe-a-ferro-e-fuoco“Non consentiremo che le nostre città vengano messe a fuoco”. Questa la dura replica di Alfano alle manifestazioni di protesta del movimento dei Forconi che da domenica stanno paralizzando l’Italia.Il vicepremier, dal vertice di ieri pomeriggio al Viminale con le Forze dell’Ordine, ha ribadito di non voler scendere a compromessi, pur esprimendo la volontà di “dare supporto a chi protesta pacificamente, nel rispetto della legge”.

Nei confronti di tutti coloro che stanno strumentalizzando la protesta per fomentare la violenza, Alfano ha confermato la strategia della “tolleranza zero” contro i facinorosi per rispettare la legge e la democrazia. Il leader del Nuovo centrodestra ha espresso la sua solidarietà “alle donne e agli uomini in divisa che proteggono i cittadini e le istituzioni”, sottolineando che la vicenda dei poliziotti che lunedì si sono tolti i caschi a Torino, “non deve essere strumentalizzata, in quanto priva di significato”. Inoltre,ha cercato di interpretare il fatto per rispondere alle richieste di spiegazioni provenienti da Forza Italia, Lega Nord e Sel:”Un funzionario di Polizia, vedendo che il clima stava defribillandosi e stava venendo meno la tensione, ha detto ai nostri uomini che potevano un attimino togliersi il casco e abbassare le armature. E loro lo hanno fatto”.

Il gesto è stato invece accolto favorevolmente da Grillo che ha subito invitato le Forze dell’ordine a combattere contro le istituzioni, “una cosa gravissima, un invito al Colpo di Stato” secondo Franco Bordo di Sel.

Ma, mentre si discute sulla possibile insubordinazione della polizia,la protesta dei Forconi va avanti e fino alla mezzanotte di venerdì continuerà a paralizzare il Paese, soprattutto il Piemonte, il Veneto, la Liguria e la Puglia.

Nel capoluogo piemontese si sono registrati i maggiori disagi:i rallentamenti al traffico, l’interruzione dei pubblici servizi e l’esplosione di una bomba carta hanno messo in ginocchio Torino, spingendo il prefetto a “chiedere dei rinforzi per monitorare e migliorare la situazione di prevenzione e contrasto dei disagi derivanti dalle proteste”.

In Liguria, a Savona e a Imperia, sono state occupate le stazioni ferroviarie, mentre in Veneto i blocchi stanno creando problemi nel traffico autostradale.

Nelle altre regioni, la protesta si è limitata alla manifestazione, come in Puglia e in Friuli Venezia Giulia; a Monfalcone il corteo dei dimostranti,composto per lo più da lavoratori di Fincantieri,ha attraversato la città.

Il movimento dei Forconi, nato un anno e mezzo fa in Sicilia, vede gli agricoltori, gli autotrasportatori, ma anche tutti coloro maggiormente colpiti dalla crisi,protagonisti di una lotta contro le istituzioni, in particolare Letta e l’austerity. Mariano Ferro, leader del movimento, dopo aver confermato i 5 giorni di protesta,ha lanciato un appello al mondo politico:”Non faremo la marcia su Roma.Siamo qui,qualcuno dovrà pur chiederci perché siamo scesi in strada. Non è solo una vertenza con i ministri dei Trasporti e dell’Agricoltura ma con tutto il governo.Letta ci mandi un segnale,ma l’importante è capire cosa vuole fare questo governo per l’economia. Un esecutivo che non ha risposte cosa può fare…?”.

Benedetta Cucchiara
11 dicembre 2013

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