La Corte costituzionale boccia il Porcellum:”il Parlamento può approvare nuove leggi elettorali”

La Corte costituzionale boccia il Porcellum:”il Parlamento può approvare nuove leggi elettorali”

Il Porcellum è costituzionalmente illegittimo. Questa la decisione della Corte costituzionale che ieri si è pronunciata sull’attuale legge elettorale, bocciando una normativa sempre al centro delle conflittualità politiche e definita fin dalla nascita “porcata” dal suo stesso autore Calderoli.

La Consulta ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale delle norme della legge elettorale, che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza, sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica, alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera 340 seggi e al Senato il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione”. L’illegittimità costituzionale è stata dichiarata anche per le liste elettorali bloccate, “nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza“.

La Corte, bocciando il premio di maggioranza e l’assenza del voto di preferenza, ha accolto così l’interpretazione della Cassazione che aveva sollevato la questione di legittimità del Porcellum davanti alla Consulta, definendo i due punti controversi della norma “manifestamente irragionevoli, lesivi dei principi di uguaglianza del voto e di rappresentanza democratica, nonché del diritto alla scelta del corpo legislativo, garantito anche dallart. 3 del Protocollo 1 CEDU”.(Convenzione europea dei diritti dell’uomo). All’invito della Corte Costituzionale di impegnarsi seriamente in un progetto di riforma del sistema di voto, “approvando nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali“, il Parlamento non è rimasto in silenzio e numerose sono state le reazioni, a partire da Alfano che ha definito la sentenza”un’ottima decisione“,seguito anche da Epifani che ha ribadito la necessità di togliere i freni alla modifica del sistema elettorale.

Commenti al vetriolo sono arrivati da Berlusconi: il Cav non ha esitato ad attaccare la Corte, a sua detta “un organismo politico della sinistra“, anche se non è entrato nel merito della decisione. Impazienti di modificare la legge elettorale si sono dimostrati invece Renzi e Grillo: il primo ha chiesto di sanare immediatamente il Porcellum alla Camera, il secondo ha sparato a zero su Letta, i partiti e Napolitano, ormai privi di legittimità, invocando la nascita di un nuovo Parlamento e di conseguenza una nuova legge elettorale.

La Consulta ha annunciato che “le motivazioni della decisione saranno rese note la prossima settimana, con la pubblicazione della sentenza dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici“. E gli effetti dell’incostituzionalità della norma, riporteranno tutti davanti all’irrisolta questione della riforma elettorale, questa volta senza più alibi.

Benedetta Cucchiara
5 dicembre 2013

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