Indignati, cortei in tutto il mondo: “United for global change”

Centinaia di città in tutto il mondo hanno aderito alla manifestazione indetta dagli “indignati” volta ad un cambiamento globale. Hanno risposto all’appello cittadini da ogni parte del mondo da Tokyo a Roma, da Francoforte a Madrid. Già dalle prime ore del mattino in Asia ed Oceania vi sono stati i primi cortei. In Australia si sono contati più di duemila partecipanti, che si sono riuniti davanti alla banca centrale (obiettivo di molte manifestazioni in ogni parte del mondo). A Tokyo si è manifestato contro la gestione della crisi alla centrale di Fukushima mentre a Taiwan i cittadini si sono riuniti davanti al grattacielo Taipei 101, sede della borsa, cantando: “Noi siamo il 99% di Taiwan”. A Manila i manifestanti hanno marciato fin davanti l’ambasciata degli Stati Uniti gridando “Abbasso l’imperialismo americano” e “Filippine non in vendita”.

Qualche ora più tardi (per via del fuso orario) anche in Europa sono cominciati i cortei degli indignati. In Germania, numerosi i partecipanti alle manifestazioni di Francoforte e Berlino. A Francoforte oltre seimila persone si sono radunate davanti alla sede della Banca Centrale Europea, mostrando striscioni con scritto “Non svendiamo la democrazia alla Bce” e “Spezziamo la dittatura del capitalismo”.
A Londra migliaia di indignati hanno protestato nel cuore della città dove ha fatto la sua comparsa anche il fondatore di Wikileaks Julian Assange che con un megafono ha detto alla folla: “.”Ho avuto difficoltà come voi a entrare qui nella piazza e ci sono molte persone che ancora non sono riuscite a farlo. Spero che la giornata finisca con la sconfitta delle tattiche repressive della polizia. Siamo tutti individui. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto. Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge”.
Assange è poi stato fermato dalla polizia mentre si stava per mettere una maschera bianca (simbolo della protesta) degli indignati, ciò ha provocato una dura reazione dei dimostranti che hanno provato a raggiungere la sede della borsa dove vi sono stati vari tafferugli con la polizia.

A Madrid (dove sei mesi fa ci fu la prima contestazione degli indignados) ben cinque colonne di persone sono partite dalle zone periferiche per raggiungere il centro della città, Puerta del Sol, luogo simbolo della protesta spagnola, come sei mesi fa gli indignados molto probabilmente rimarranno per alcuni giorni a protestare. Su uno degli striscioni degli indignati spagnoli si può leggere: “Se non ci lasciate sognare, non vi lasceremo dormire”.
Situazione critica invece a Roma, dove il corteo, in un primo momento pacifico, ha trasformato la manifestazione in guerriglia urbana per via delle azioni di alcuni black bloc. Un blindato dei carabinieri è stato dato alle fiamme, alcuni uomini delle forze dell’ordine sono rimasti feriti mentre a Piazza San Giovanni la situazione si è fatta nel corso delle ore sempre più tesa. Solo dopo vari lanci di fumogeni e cariche i violenti sono stati allontanati, la situazione rimane preoccupante nei pressi dell’Esquilino dove a detta di alcuni testimoni vi sono scenari da Far West: barricate e negozi e auto incendiati, cassonetti distrutti.

 

di Enrico Ferdinandi

 

15 ottobre 2011

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