Legge di stabilità, Forza Italia abbandona la maggioranza. Brunetta:”questo rapporto non può continuare”

Legge di stabilità, Forza Italia abbandona la maggioranza. Brunetta:”questo rapporto non può continuare”

renato_brunetta_silvio_berlusconi171 sì, 135 no e la fuga di Forza Italia dalla maggioranza. Questo è il risultato raggiunto dopo la mezzanotte al Senato, dove l’approvazione della legge di stabilità ha determinato la fine di una convivenza difficile tra il leader del centrodestra e il premier Letta.

La fiducia al maxi-emendamento, contenente tutte le modifiche adottate dalla commissione bilancio, ha scatenato numerose polemiche e il dissenso di Forza Italia, che ha voluto tagliare i ponti con Letta e i suoi sostenitori, mandando all’aria la strategia delle larghe intese.”Oggi sulla politica economica si è consumato un totale fallimento“, ha dichiarato con rammarico Brunetta, “ci dispiace, ma questo rapporto non può continuare. E questa nostra decisione di non collaborare sulla legge di stabilità non può non avere effetti sulla tenuta delle larghe intese. Ritiriamo la nostra delegazione dalla maggioranza“.

Oltre al capogruppo alla Camera, anche altri esponenti del neopartito hanno attaccato il maxiemendamento, come il capogruppo al Senato Romani che lo ha definito “irricevibile“, sottolineando che “non ci sono più le condizioni per continuare”.

Se la decisione di Fi aveva allarmato Napolitano, che prima della fiducia al Senato aveva invitato le forze politiche alla coesione e a “verificare la sussistenza di una maggioranza a sostegno dell’attuale governo“, lo stesso non si può dire di Letta che ha quasi tirato un sospiro di sollievo per non essere più oggetto di attacchi quotidiani da parte del centrodestra.”Questo passaggio ha almeno fatto chiarezza e ha reso il governo più forte“, ha ribadito il premier, concentrato sulla legge di stabilità e sulla ripresa economica prevista per l’anno prossimo. E sulla vera natura dello strappo di Fi, Roberto Speranza del Pd non ha esitato a esprimere la sua opinione su un’azione dettata dalle esigenze di un leader più che dal contenuto di un ddl:“La legge di stabilità è un pretesto per nascondere il tema vero della rottura, la richiesta di impunità di Silvio Berlusconi. Oggi il Paese ha bisogno di governo e di risposte rapide a bisogni concreti. Non è più tempo di ricatti e condizionamenti“.

Iuc (imposta unica comunale), detrazioni fiscali per famiglie e imprese, spending review:gli ingredienti di una legge di stabilità definita da Berlusconi “la legge delle poltrone”, che crea nuovi scenari politici, ma che nulla assicura sulla futura stabilità dell’esecutivo.

 

Benedetta Cucchiara
27 novembre 2013

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