Scontro Napolitano- Berlusconi, il Quirinale nega la grazia: “non ci sono le condizioni”

Scontro Napolitano- Berlusconi, il Quirinale nega la grazia: “non ci sono le condizioni”

napolitano_berlusconi- no- grazia2Nessuna grazia per Silvio Berlusconi. È questa la decisione del Capo dello Stato che ieri ha deciso di porre fine una volta per tutte alle incertezze che ruotavano attorno alla salvezza del Cav., condannato per frode fiscale nella vicenda diritti Mediaset e ora determinato a dichiarare guerra al Colle insieme ai suoi fedelissimi.

Una nota del Quirinale ha infatti chiarito che “non si sono create via via le condizioni per un eventuale intervento del Capo dello Stato sulla base della Costituzione, delle leggi e dei precedenti“. E sul meeting romano di Giovane Italia di sabato,dove Berlusconi ha dichiarato senza mezzi termini “di volere la grazia senza che questa venga richiesta” e di considerare la decadenza un “colpo di Stato“, il Colle non ha esitato a richiamare il Cav. di fronte a “giudizi e propositi di estrema gravità“, lanciando un pacato appello “a non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità“.

All’affronto del Capo dello Stato è seguita l’ira del centrodestra, che non ha esitato ad attaccare Napolitano, lanciandosi in una escalation di dichiarazioni dai toni lontani dalla moderazione: mentre Brunetta ha accusato il presidente della Repubblica di essere di parte, Matteoli ha rincarato la dose, definendolo “l’avversario di Berlusconi“. Altri invece hanno preferito aggrapparsi alla Costituzione e hanno tentato una difesa intrisa di legittimità, come Raffaele Fitto che ha ricordato l’art 17 e 19 sulla libertà di manifestazione ed espressione. E, accanto a queste laconiche dichiarazioni, il duro commento di Bondi ha chiuso le porte della mediazione, accusando Napolitano “di assumersi una grande responsabilità nel non utilizzare le prerogative che la Costituzione gli assegna al fine di sanare una grave ingiustizia”.

L’attacco del Cav, secondo il Colle “lontano dalle indicazioni e dagli intenti che nella dichiarazione del 13 agosto del Capo dello Stato erano stati formulati“, sembra un’altra prova dell’incertezza e della contraddizione di un leader che non crede nell’efficacia della domanda di grazia presentata dai figli ma che, a pochi giorni dal voto di decadenza,chiede ancora di essere salvato.

Benedetta Cucchiara
25 novembre 2013

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