I figli di Berlusconi chiedono la grazia contro la sua volontà

I figli di Berlusconi chiedono la grazia contro la sua volontà

berlusconi-domanda-grazia-figliIl Cav: “stanno sprecando il loro tempo e la loro faccia“. Polemiche sulle dichiarazioni dell’ex premier riguardanti la condizione della sua famiglia in Italia:” noi come gli ebrei con Hitler”.

Mi hanno scavalcato. Ma tanto non risolveranno nulla“. Questo la reazione di Berlusconi alla decisione dei figli di presentare domanda di grazia al Colle, una proposta già presentata al Cav a villa san Marino e da lui stesso respinta.

Durante un’intervista rilasciata in occasione della pubblicazione dell’ultimo libro di Bruna Vespa, Berlusconi ha espresso la sua perplessità di fronte ad un’azione tanto affettuosa quanto inutile, ribadendo la sua volontà di non scendere a compromessi per ottenere la grazia. Napolitano“, ha affermato l’ex-premier, “potrebbe darla sono a due condizioni: che sia io a chiederla e che prometta di uscire definitivamente dalla politica. Quindi stanno sprecando il loro tempo e la loro faccia“.

Se i figli si sono dimostrati vicini al padre in un momento difficile giocando la carta del Quirinale, anche Berlusconi non ha risparmiato dichiarazioni esagerate e fuori luogo a tutela della famiglia, affermando di non volere abbandonare l’Italia dopo la condanna ed equiparando le sorti dei suoi figli a quelle degli ebrei perseguitati nell’epoca nazista: “I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso…”.

Le parole del Cav. hanno scatenato una bufera di polemiche e da parte dell’Unione della Comunità ebraica italiana è arrivata subito la replica dura contro “un paragone non soltanto inappropriato e incomprensibile, ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa“.

Una nota di Palazzo Grazioli è arrivata in serata per cercare di sistemare una situazione imbarazzante,esprimendo il rammarico del Cav. per le polemiche strumentali miranti ad inficiare i buoni rapporti con la Comunità ebraica, rapporti che “non consentono alcun dubbio sulla sua consapevolezza della tragedia dell’Olocausto e sul suo rispetto del popolo ebraico“.

Tra polemiche e domande di grazia non autorizzate, il Cavaliere sembra aspettare la votazione della sua decadenza (che si svolgerà il 27 novembre) con rassegnazione, ribadendo la sua indignazione per la sentenza di condanna del caso Mediaset:”il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste’‘.

 

Benedetta Cucchiara
07 novembre 2013

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