Decadenza di Berlusconi, sì al voto palese e alla trasparenza

Decadenza di Berlusconi, sì al voto palese e alla trasparenza

Giunta contraria allo scrutinio segreto. L’ira del Pdl: “atto dissennato e incivile”.

decadenza_cav_BerlusconiVoto palese per decidere la decadenza di Berlusconi. Questa la deliberazione della Giunta per i regolamenti del Senato che ieri si è espressa a favore di una votazione trasparente per 7 voti contro 6, scatenando l’ira di un Pdl compatto contro un “atto dissennato e incivile”.

La decisione di adottare la votazione palese è arrivata dopo due giorni di dubbi e di tensioni tra Pd e Pdl ed è stata giustificata da Linda Lanzillotta, senatrice di Scelta civica che ha sottolineato la necessità di adottare questo tipo di votazione nel caso Berlusconi, in quanto si tratta di decidere sulla sua eleggibilità e non su provvedimenti restrittivi della libertà personale, per il quali i regolamento del Senato prevede il voto segreto. “Voteremo in maniera palese”, ha dichiarato la senatrice di Scelta Civica, “perché non si tratta di un voto sulla persona, ma sullo status parlamentare”.

La dichiarazione della Lanzillotta si è allineata con la posizione dei democratici, che hanno dimostrato la piena soddisfazione per “un ragionamento corretto e senza forzatura del regolamento” e anche con quella dei grillini che hanno parlato di “vittoria”.Il Pdl invece è sul piede di guerra e ha minacciato di far vacillare ancora una volta la stabilità governativa, arrivando a denunciare “squadrismo” e “magia nera”. Il capogruppo Pdl al Senato Renato Schifani si è espresso in merito al voto palese, accusando i democratici di strumentalizzare la normativa del Senato per distruggere il Cav “Si fa molto peggio che cambiare il regolamento”, ha ribadito l’esponente del Pdl,”lo si interpreta ad uso e consumo del Pd per colpire Berlusconi”.

Mentre i fedelissimi di Berlusconi, come Bernini e Carfagna, hanno definito la scelta della Giunta “un mostro costituzionale” e “un’ordalia barbarica” contro l’ex premier, il Pd e i grillini hanno dimostrato la loro impazienza per la votazione prevista per metà novembre, votazione che deve essere celere perché a detta dei democratici Berlusconi ha già dimostrato in un paio di occasioni una notevole capacità di spostare gli equilibri a suo favore, se gli si dà tempo.

La conferenza dei capigruppo non ha ancora deciso la data per il voto sulla decadenza del Cav e per il Pdl esiste ancora una speranza di appoggiarsi al voto non palese: infatti l’art.113 del regolamento del Senato permette a 20 senatori di chiedere il voto segreto per tutelare la corretta applicazione di alcuni articoli della Costituzione, e il Pdl potrebbe invocare l’art. 25 che prevede l’irretroattività della norma, cioè la Severino.

Ma anche se questo dovesse accadere, l’ultima parola spetterebbe sempre alla Giunta, che si è gia espressa a favore della trasparenza, lasciando al Cav e ai suoi seguaci un ristretto margine di manovra.

Benedetta Cucchiara
31 ottobre 2013

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