La crisi di Scelta civica: Sfiduciato da 11 senatori, Monti rassegna le dimissioni

La crisi di Scelta civica: Sfiduciato da 11 senatori, Monti rassegna le dimissioni

Mario Monti ha deciso di lasciare Scelta Civica. La decisione dell’ex premier è arrivata ieri tramite un comunicato stampa in cui ha dichiarato di voler abbandonare il partito a causa di dissidi interni riguardanti la legge di Stabilità.

Una dichiarazione congiunta di 11 senatori, compreso Pier Ferdinando Casini, appartenenti al Gruppo di Scelta Civica, avrebbe spinto Monti alle dimissioni ed è stato lui stesso ad affermare “di non poter non intendere questa dichiarazione come una mozione di sfiducia nei miei confronti”.

Le conflittualità risiederebbero proprio nella legge di stabilità, criticata pesantemente da Monti perché non adeguata alle necessità di crescita e di sviluppo del nostro Paese. “Il ddl stabilità appare soddisfacente quanto al rispetto dei vincoli europei, timido per quanto riguarda la riduzione delle tasse, ma insoddisfacente per quanto riguarda lorientamento alla crescita”, aveva ribadito Monti in una precedente dichiarazione, invitando il governo a non sottostare agli interessi elettorali di Pd e del Pdl.

La rottura definitiva si è verificata a causa di un comunicato, sottoscritto dal ministro della difesa Mauro, in cui gli undici senatori hanno espresso la loro opinione favorevole sulla nuova manovra. Ed è stato proprio verso Mauro che Monti ha rivolto le sue accuse, affermando che il senatore, con dichiarazioni ed iniziative, “è venuto preconizzando, da un lato, una linea di appoggio incondizionato al Governo, posizione legittima ,e naturale in chi fa parte di un governo ,ma che non è la linea di SC, linea definita dai suoi organi direttivi”.

Rimanendo fedele ai valori e agli obiettivi di Scelta Civica e non condividendo la deviazione degli undici dagli obiettivi dell'”Agenda Monti”, l’ex premier chiederà l’iscrizione al gruppo misto, mentre la Presidenza sarà assegnata al vicepresidente Alberto Bombassei fino alla nomina del nuovo leader.

Benedetta Cucchiara
18 ottobre 2013

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