Trattativa Stato-mafia, Giorgio Napolitano chiamato come testimone: “valuteremo con rispetto”

Trattativa Stato-mafia, Giorgio Napolitano chiamato come testimone: “valuteremo con rispetto”

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è stato chiamato come testimone dalla Corte d’Assise di Palermo per il processo sulla trattativa Stato-mafia.

Il Pm Nino Di Matteo ha quindi visto accolta la sua richiesta, almeno in parte, di chiamare a deporre il Capo dello Stato sulle conversazioni che ebbe con Nicola Mancino e l’ex consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio. Tuttavia la Corte ha ritenuto che la testimonianza di Napolitano debba essere limitata ai colloqui con D’Ambrosio, che ricordiamo è scomparso un anno fa, ed entro il quadro definito dalla Corte costituzionale nella sentenza con cui aveva accolto il ricorso del presidente della Repubblica per la distruzione immediata delle intercettazioni delle sue conversazioni telefoniche con Nicola Mancino.
La Corte ha inoltre stabilito che Napolitano potrà rispondere anche sulle sue conoscenze anteriori alla sua elezione alla presidenza della Repubblica.

Ecco il testo del provvedimento con il quale la Corte d’Assise di Palermo ha chiamato Napolitano a deporre: «la testimonianza del Presidente della Repubblica è espressamente prevista dal Codice di procedura penale che disciplina infatti le modalità della sua assunzione, tuttavia deve tenersi conto dei limiti contenutistici che si ricavano dalla sentenza della Corte costituzionale del 4 dicembre 2012 e pertanto la testimonianza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano richiesta dal pubblico ministero può essere amessa nei soli limiti delle conoscenze del detto teste che potrebbero esulare dalle funzioni presidenziali, pur comprendendo in esse le attività informali. La testimonianza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano richiesta dal pm può essere ammessa nei soli limiti delle conoscenze del detto teste, che, secondo quanto è dato rilevare dalla lettura dell’articolato di prova anche sotto il profilo temporale potrebbero esulare dalle funzioni presidenziali, pur comprendendovi in esse le attività informali, comunque coessenziali alle prime e coperte da riservatezza di rilievo costituzionale secondo quanto si ricava dalla sentenza citata».

Pronta la replica del Colle, che con una nota diffusa dall’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica ha precisato che: «si è in attesa di conoscere il testo integrale dell’ordinanza di ammissione della testimonianza adottata dalla Corte di Assise di Palermo per valutarla nel massimo rispetto istituzionale».

Oltre a Giorgio Napolitano anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, è stato chiamato a deporre al processo sulla trattativa Stato-mafia.

Enrico Ferdinandi

17 ottobre 2013

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