Napolitano sulle carceri: contro il sovraffollamento amnistia e indulto

Napolitano sulle carceri: contro il sovraffollamento amnistia e indulto

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, torna a parlare del problema del sovraffollamento delle carceri e lo fa chiedendo, con un messaggio, a Camera e Senato di risolvere la situazione quanto prima. Un messaggio lungo ben 12 pagine nel quale il Capo dello Stato chiede ai parlamentari di metter fine alla: «condizione umiliante in cui l’Italia viene a porsi dinanzi alla comunità internazionale per violazione dei princìpi sul trattamento umano dei detenuti».

I numeri parlano chiaro: i detenuti solo oltre 65 mila a dispetto di una capienza di circa 47 mila unità. La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ci ha già condannati ed ha imposto all’Italia di risolvere il problema entro maggio 2014. L’obiettivo sarebbe quello di ridurre la popolazione carceraria di almeno 3.500 unità.

Per Napolitano, vista la situazione, è: «necessario intervenire nell’immediato con il ricorso a rimedi straordinari. Intervenire, è un dovere urgente. L’Italia viene a porsi in una condizione che ho già definito umiliante sul pianto internazionale. Altrimenti l’emergenza assillante potrebbe avere imprevedibili ricadute».

Come risolvere dunque il problema? Nel messaggio Giorgio Napolitano oggi ha invitato il Parlamento a valutare, senza pregiudizi, il ricorso all’amnistia e all‘indulto per ridurre il sovraffollamento carcerario. Queste le sue parole:

«Sottopongo all’attenzione del Parlamento l’inderogabile necessità di porre fine senza indugio a questo stato di cose che ci rende tutti corresponsabili delle violazioni contestate all’Italia dalla Corte di Strasburgo».

Pronta la risposta del primo ministro, Enrico Letta, che ha definito ‘ineccepibile’ quanto affermato da Napolitano. Letta ha poi dichiarato che il governo farà il possibile per mettere in atto quanto richiesto dal Presidente della Repubblica.

Il vice presidente del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Martella, ha invece ricordato che il messaggio di Napolitano non è riferibile al caso di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale a 4 anni di reclusione di cui tre già condonati. Rispondendo alle polemiche avanzate in aula, in particolar modo da membri del Movimento 5 Stelle, ha Martella ha dichiarato: «La vicenda di Berlusconi non rientra in alcun modo nelle riflessioni del Presidente della Repubblica».

 
Enrico Ferdinandi

8 ottobre 2013

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