Decade Berlusconi. Ora la ratifica in Senato

Decade Berlusconi. Ora la ratifica in Senato

BerlusconiÈ arrivato il giorno tanto atteso per il destino di Silvio Berlusconi. Dopo una lunga carriera politica oggi la Giunta per le Elezioni del Senato ha votato a maggioranza la decadenza del Cavaliere poiché condannato dalla Cassazione per il reato di frode fiscale. Dopo una camera di consiglio durata oltre cinque ore il Presidente della Giunta Dario Stefàno ha dato la notizia. Adesso spetterà all’aula di Palazzo Madama ratificare la decisione.

Prima della riunione della Giunta si è tenuta oggi la seduta pubblica dove erano presenti le diverse forze politiche: il Pdl che ha continuato a sostenere l’inapplicabilità della legge Severino (in quanto nel momento in cui fu commesso il reato non era ancora in vigore) e il centrosinistra con il Movimento Cinque Stelle propensi per un voto favorevole alla decadenza.

Dopo la decisione presa dalla Giunta sono intervenuti sulla stampa gli avvocati di Berlusconi, Niccolò Ghedini, Franco Coppi e Pietro Longo: “Non vi è possibilità di difesa ” -hanno dichiarato- ” né vi è alcuna ragione per presentarsi di fronte a un organo che ha già anticipato, a mezzo stampa, la propria decisione”. “Nessuna acquiescenza -hanno aggiunto- può essere offerta a chi non solo non è, ma neppure appare imparziale. Non vi è dubbio che anche questa ulteriore violazione dei diritti costituzionali e dei princìpi della Convenzione Europea troverà adeguato rimedio nelle sedi competenti”.

Ma la giornata di oggi ha assunto toni accesi non solo per quanto deciso dalla Giunta. Fa discutere infatti anche l’intervento-che tra l’altro è stato il primo dopo la delibera- dell’avvocato Salvatore di Pardo, che rappresenta Ulisse di Giacomo del Pdl, ex senatore nella passata legislatura, che essendo il primo dei non eletti in Molise- la regione dove è stato eletto Berlusconi- sarebbe lui a subentrare al posto delle Cavaliere. L’avvocato di Pardo ha affermato che “Berlusconi non è degno di sedere in Senato” mentre il suo assistito Di Giacomo si sarebbe già allineato con gli “Alfaniani”.

Altre discussioni si sono avute oggi per le battute fatte da Vito Crimi, il quale non resistendo alla tentazione di condividere foto su Facebook all’interno della commissione si è lanciato in dichiarazioni che hanno scatenato l’ira delle capogruppo Pdl Renato Schifani. Lo stesso Schifani ha per questo chiesto al Presidente del Senato Pietro Grasso di stoppare i lavori della Giunta. Quest’ultimo -che oggi si trova ad Assisi- ha assicurato che il comportamento del Senatore Crimi “verrà sicuramente valutato dagli organi competenti del Senato”. Ma è proprio Grasso a dichiarare l’impossibilità di interrompere i lavori ricordando che secondo la legge non può nemmeno comunicare con i suoi membri per non violare il vincolo della segretezza.

Le accuse a Crimi arrivano anche dal suo partito oltre che dagli altri, ma a fine seduta è stato lo stesso Dario Stefàno a chiarire che la battuta di Vito Crimi è stata scritta prima dell’inizio della riunione.

Diverso invece è per ciò che lo stesso Senatore M5,  a Giunta già riunita, scrive sui social network: “Nessuna fiducia a chi prende in giro cittadini”. Così facendo Crimi ha violato la stessa regola ricordata da Pietro Grasso e cioè quella di non poter interagire con l’esterno durante la seduta. Per questo ora il grillino di Palazzo Madama rischia pesanti sanzioni.

di Luigi Carnevale

4 ottobre 2013

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