Letta vince la sfida in Parlamento e va avanti

Letta vince la sfida in Parlamento e va avanti

Mentre si consuma la scissione del Pdl, il premier incassa il sì della Camera

 letta-fiduciaMontecitorio sostiene il governo. Dopo il successo ottenuto al Senato, strappando la fiducia in extremis a Berlusconi, Letta ha ottenuto in tarda serata anche l’appoggio della Camera: su 597 votanti, i sì sono stati 365, i no 162.

Se quella di ieri è stata una giornata vittoriosa per il premier, lo stesso non si può dire per il Pdl, occupato a raccogliere i cocci di un partito le cui fratture interne sembrano irreparabili. A seguito della decisione inaspettata e sofferta del Cav di sostenere il governo per salvare il Pdl, Berlusconi ha riunito in tarda serata a Palazzo Grazioli i maggiori esponenti del partito, cercando di chiarire una volta per tutte l’intricata situazione interna, soprattutto dopo la nascita di un nuovo gruppo pro-Letta.

Ma la crisi è in corso e ieri notte un altro vertice ha visto riuniti tutti i dissidenti, che hanno affermato l’intenzione di chiarire le loro scelte davanti agli italiani in una conferenza stampa a Palazzo Chigi; Angelino Alfano, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello hanno già contattato numerosi deputati e senatori per formare un nuovo fronte a sostegno dell’esecutivo.

I “traditori” del Cav sarebbero molti. ” Eravamo in 25, ora siamo più di 70″, ha dichiarato il senatore Pdl Formigoni, lanciando però un messaggio amichevole a Berlusconi: “La mia amicizia e stima con lui restano intatte, la sua leadership non è messa in discussione”.

Il Capo dello Stato si è detto soddisfatto del risultato ottenuto da Letta e ha elogiato il premier per la sua serietà e per la sua fermezza che gli hanno permesso di affrontare e di superare una difficile prova in Parlamento. Guardando al futuro, Napolitano ha auspicato relazioni più distese e rispettose: “In uno scenario politico in via di mutamento il Presidente del consiglio e il governo non potranno tollerare un quotidiano gioco al massacro nei loro confronti”.

In questo clima di “scampato pericolo”, Moody’s ha sottolineato che questi sconvolgimenti politici non hanno giovato alla nostra precaria situazione economica.”Le turbolenze politiche degli ultimi giorni mettono in evidenza la fragilità del governo, che può ritardare le riforme fiscali e strutturali” ,ha ammesso in una nota l’agenzia di rating, ricordandoci che la ripresa è ancora lontana e che il nostro Paese non riuscirà per quest’anno a raggiungere l’obiettivo del deficit al 3%.

di Benedetta Cucchiara

3 ottobre 2013

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