Tra un’incertezza ed una lacrima il declassamento del futuro è alle porte

Tra un’incertezza ed una lacrima il declassamento del futuro è alle porte

decadenza Italia

 Bollettino FMI, Governo in bilico, lo spread che sale e le lacrime di Napolitano. Cosa sta accadendo alla nostra Italia? Nulla di nuovo. Prima o poi gli errori vengono al pettine. In questo mare magnum di incertezza, mancanza di responsabilità è difficile dare la notizia allarmante. Nemmeno le dimissioni dei parlamentari del PDL destano scalpore mediatico. Siamo in perenne allarme. Siamo in decadenza. Stiamo decadendo – noi…!

Le lacrime di oggi del Presidente Napolitano sono un segno che incorpora quel senso di vuoto così presente in Italia. “Quanto più tu abbia l’avventura di inoltrarti nel percorso di vita, tanto più avverti quel vuoto…”.

Un vuoto. Quel vuoto che ti soffoca, ti comprime, ti lascia senza pensieri. Quel vuoto che vedi e senti tutti i giorni che rende tuttavia difficile il cammino. E’ l’incertezza. Senza un guida non si và avanti. Senza una guida che ti suggerisce il percorso da seguire, ognuno percorrerà la propria strada con i mezzi che riterrà più opportuni. L’importante è arrivare, non ha importanza in che modo. Senza una chiara definizione delle regole la società arretra e la speculazione avanza.

Oggi gli scontri politici, diversamente che in passato, producono “smarrimento di ogni nozione di confronto civile e di ogni costume di rispetto istituzionale e personale”, ha commentato Napolitano. E’ lo smarrimento istituzionale, che agita i mercati, allontana gli investimenti diretti esteri, ci fa arretrare – sempre più – mentre gli altri corrono, ed il popolo – volano del Paese –  s’abbandona.  Ma questo Governo non è stato scelto democraticamente dal popolo. Il Governo dalle larghe dimissioni è stato voluto dal Presidente Napolitano comportando una completa stasi politica e decisionale.

A rafforzare questa situazione è arrivato stamane il rapporto FMI. In Italia il tasso di disoccupazione “è ai massimi del dopoguerra, al 12%, con la disoccupazione giovanile vicina al 40%”. Questo è quanto si legge nel rapporto redatto dai commissari del Fondo nell’articolo IV, redatto al termine della missione in Italia. Guardando ai numeri, il tasso di disoccupazione dovrebbe crescere dal 10,7% dell’anno scorso al 12,5% nel 2013 e attestarsi al 12,4% l’anno prossimo.

E’ difficile vedere luce in questo contesto. E’ giusto pensare ai problemi di finanza pubblica ma bisogna avere la consapevolezza che abbiamo abbandonato il nostro Paese al peggio. L’Italia è in default… politico, quasi economico, totalmente sociale. “Il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazione” amava dire De Gasperi.

Non abbiamo una classe politica adeguata per affrontare il mare di problemi che incombono sull’Italia. Nuove elezioni non risolverebbero nulla. Anzi. Con un’elevata incertezza politica c’è un rischio serissimo di un nuovo declassamento. Siamo ad un passo dall’essere junk (spazzatura).

Alle lacrime di Napolitano si aggiungono quelle di molti italiani, preoccupati per i figli senza lavoro, preoccupati per il loro lavoro, preoccupati nel cercarne uno nuovo… A loro va il mio pensiero. 

di Marco Franco

27 settembre 2012

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