Letta: il PDL umilia l’Italia

Letta: il PDL umilia l’Italia
Foto Ansa

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Giornata cruciale per la politica italiana. Oggi il premier Enrico Letta -di rientro da New York-vedrà il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’incontro, fissato per le 17, servirà per discutere i nuovi scenari che si profilano dopo le ultime dichiarazioni dei parlamentari del Pdl che-in caso la Giunta di palazzo madama voti la decadenza di Silvio Berlusconi- minacciano di dimettersi dalla loro carica istituzionale.

Soltanto ieri Letta, impegnato nel viaggio statunitense alla ricerca di nuovi investimenti aveva parlato di salda stabilità politica. In serata poi-appreso ciò che stava accadendo in Parlamento-ha lanciato una forte dichiarazione indirizzata al centrodestra, parlando di: “Una vera umiliazione”.

Il Presidente del Consiglio ha continuato dicendo: “Mentre parlavo all’assemblea dell’Onu dove rappresentavo il Paese in sede istituzionale sono successe cose assai gravi. Quanto accaduto non ha umiliato me ma tutta Italia”. Le parole di Letta arrivano in concomitanza con quelle delle Presidente Napolitano che ieri aveva parlato di una situazione “inquietante”.

Parole che secondo Daniela Santanché sono state “arroganti” e “non imparziali”. Intanto sempre tra le file delle Pdl i due capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Renato Schifani, assicurano -tramite una lettera pubblicata su Il Giornale- che la tenuta del governo non sarà messa a rischio. Quello che viene rimarcato dalla lettera sul quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, è la volontà del centrodestra di mettere in discussione la legittimità della legge Severino.

Ma c’è anche chi -sempre nel Pdl- invita a prendere coscienza della fine del governo. Il coordinatore del Popolo delle Libertà Sandro Bondi infatti ha dichiarato: “In queste condizioni, prolungare l’agonia di questo governo e di questa legislatura non giova a nessuno tantomeno all’Italia. Questo Napolitano lo sa bene”.

Dal Pd arrivano invece le dichiarazioni del capogruppo al Senato Luigi Zanda, che tramite un’intervista su radio1 dichiara che: “La fiducia al governo letta va confermata, verifica del Parlamento non solo con un eventuale voto di fiducia ma giorno per giorno. Il Pdl non può continuare a sottoporre il governo a questo attacco a fuoco lento che sta sfiancando l’Italia, non solo la maggioranza”. E sulla legittimità della legge Severino (il punto su cui più si soffermano i parlamentari del Pdl) Zanda dice: “È stata esaminata da decine e decine di giuristi, nessuno di loro la dimostrata e la maggioranza di loro la esclusa. Credo che si tratti di una ribellione nei confronti della legge. Brunetta parlava di Costituzione; ebbene la Costituzione Italiana in proposito è molto chiara: chiunque venga condannato in via definitiva deve subire la pena prevista e questo vale per tutti, parlamentari compresi, non c’è immunità che tenga davanti alle sentenze revocabili, e quelle della Cassazione lo sono”.

di Luigi Carnevale

27 settembre 2013

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