Telecom: con il passaggio a Telefonica è a rischio la sicurezza nazionale?

Telecom: con il passaggio a Telefonica è a rischio la sicurezza nazionale?

Il passaggio di Telecom alla spagnola Telefonica potrebbe mettere a rischio la sicurezza nazionale. È l’allarme lanciato da Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), che ha ricordato quanto sia importante garantire: «la sicurezza nazionale, con riferimento al carattere particolarmente sensibile e delicato delle reti di trasmissioni dati».

Difatti è proprio attraverso la rete fissa di Telecom che passano tutti i dati sensibili relativi alle comunicazioni (telefonate fax e mail) di ambasciate e ministeri. Dati che potrebbero facilmente ‘fuggire’ dal nostro controllo ora che Telefonica ha acquisito Telecom.

C’è comunque ancora tempo per correre ai ripari anche perché, spiega ancora Stucchi: «L’operazione Telecom nei dettagli non è ancora nota soprattutto per i punti più sensibili che attendono alle competenze del Copasir. Occorre tutelare la privacy e garantire la sicurezza nella comunicazione dei dati, ad esempio delle imprese più importanti».

Stucchi ha poi ricordato che: «la rete è una infrastruttura strategica per tutto il Paese. Il Comitato per la Sicurezza della Repubblica verificherà che il traffico dati sulle rete avvenga senza preoccupazione alcuna per la sicurezza nazionale, nel pieno rispetto delle norme in vigore in tema di trasmissione dati. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Nel prossimo ufficio di presidenza il Copasir chiederà l’audizione del direttore del Dis, Giampiero Massolo, per avere il quadro della situazione sulla sicurezza della rete».

Ieri, chiamato a riferire in Senato sull’affare Telecom-Telefonica, il presidente Telecom Italia, Franco Bernabè, ha tentato di rassicurare la politica italiana. A suo parere non si tratta di un altro pezzo di industria italiana venduto al miglior, estero, offerente e per di più ha fatto capire che lui era quasi all’oscuro del passaggio: «Telecom non diventa spagnola e resta italiana. Abbiamo avuto conoscenza ieri dalla lettura dei comunicati stampa della recente modifica dell’accordo parasociale tra gli azionisti di Telco».

Un modo per limitare i rischi per la sicurezza dei dati sensibili potrebbe essere scorporare l’azienda. Lo stesso Bernabè ha confermato l’impegno dell’azienda a procedere nel confronto con l’Autorità e la Cassa depositi e prestiti sullo scorporo della rete ma, ha dichiarato: «l’esito finale dell’operazione non è scontato e, in ogni caso, richiede tempi molto lunghi. Rimangono da superare le criticità legate a due elementi: La mancanza di certezza in merito al nuovo quadro degli obblighi regolamentari post-separazione; la complessità di determinazione del valore degli asset della rete di accesso da conferire alla nuova società».

Intanto il primo ministro, Enrico Letta, nel corso di un intervista a Bloomberg Tv, ha detto la sua su un altro importante tema legato al passaggio di Telecom a Telefonica, quello dei lavoratori Telecom: «Il livello degli occupati in Telecom Italia deve essere mantenuto. L’altro nodo essenziale è l’interesse strategico della rete: saremo molto, molto attenti, non vogliamo perdere su questo aspetto strategico dell’operazione. Non ci sono problemi di barriere, né altro come problemi di passaporto per quanto riguarda i capitali».

Enrico Ferdinandi

(@FerdinandiE)

26 settembre 2013

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