Il Pdl minaccia di abbandonare il Parlamento

Il Pdl minaccia di abbandonare il Parlamento

L’ammutinamento politico dei berlusconiani contro la possibile decadenza del Cavaliere

Nessuna bella notizia per la stabilità politica italiana. Un’ovazione ha accolto ieri sera Silvio Berlusconi alla riunione dei parlamentari del Pdl, dove è stata accolta la proposta di lasciare il Parlamento se il 4 ottobre la Giunta per le elezioni del Senato dovesse dichiarare la decadenza del Cav.

Una proposta, lanciata da Renato Schifani e Renato Brunetta dalla sala della regina di Montecitorio, sostenuta da tutto l’entourage berlusconiano e che forse troverà l’appoggio della Lega; lo stesso Umberto Bossi si è espresso in merito a questo “abbandono istituzionale”,non sbilanciandosi troppo. “È il capo della coalizione di centro-destra”, ha ammesso il senatore del Carroccio, “se dovesse essere cacciato via da questa sinistra che non ha limiti di stupidità,si vedrà.”

Questa mattina la macchina della crisi politica si è già messa in moto. Alcuni parlamentari hanno consegnato le loro dimissioni preventive ai capigruppi, dimissioni che per ora rimarranno bloccate e che verranno tirate fuori al momento opportuno per dare il colpo di grazia all’esecutivo.

La riunione del Pdl di ieri sera si è svolta in concomitanza con l’intervento di Enrico Letta all’ assemblea generale dell’ONU, che davanti ai capi di stato ha parlato non solo di questioni internazionali, in primis la Siria,ma ha anche sottolineato l’importanza di raggiungere in Italia una “distensione istituzionale”, necessaria per uscire dalla crisi. “L’Italia è un Paese giovane, virtuoso e affidabile”, ha ribadito il presidente del Consiglio,”ma per intercettare la ripresa e attirare capitali dall’estero è necessaria la stabilità politica”.

Mentre l’eclatante scelta dei parlamentari Pdl suscitava lo sdegno del centro-sinistra, che l’ha considerata una scelta “assurda”,dal palazzo di vetro di New York il premier Letta ha rivolto parole pesanti agli autori del futuro sfascio politico: ” non ci sto a farmi logorare, non accetto ricatti. Ma non voglio governare ad ogni costo, lo farò solo con provvedimenti seri”.

In mezzo a queste tensioni, il Cav si è già preparato all’abbandono di Montecitorio, e ha spostato la sua residenza a Roma, forse per scontare dal mese prossimo gli arresti domicilari per il processo Mediaset.

 

Benedetta Cucchiara

26 settembre 2013

 

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