La risposta di Rodotà alle accuse di Alfano: “le mie parole sono state falsificate”

La risposta di Rodotà alle accuse di Alfano: “le mie parole sono state falsificate”

L’ex garante per la privacy querela Alfano e i quotidiani Libero e Il Giornale

Una frase mal interpretata e una valanga di polemiche. Il giudizio di Rodotà sulle lettere scritte dal carcere dai nuovi brigatisti sulla linea Tav, giudizio che esprimeva una posizione morbida nei loro confronti e che è stato pesantemente criticato da Angelino Alfano, è stato smentito dall’ex parlamentare, accusando il viceministro di aver falsificato la sua dichiarazione.

Stefano Rodotà, candidato del M5stelle alla presidenza della Repubblica ed ex vice garante per la privacy, aveva definito i concetti delle nuove Br sulla linea ad alta velocità “deprecabili, ma comprensibili e non devono contribuire a derubricare la mera realizzazione dell’opera a una questione di ordine pubblico”.

L’affermazione aveva scatenato l’indignazione del Viminale. ” Mi pare intollerabile che un candidato alla presidenza della Repubblica possa dire questo, mentre i nostri poliziotti sono impegnati a proteggere il cantiere e i lavoranti sono lì e rischiano la vita”, ha ribadito Alfano. Gli unici che hanno cercato di difenderlo erano stati Antonio Ingroia e Paolo Ferrero.
Rodotà ha dichiarato guerra al ministro dell’interno e ha minacciato non solo di querelare Alfano, ma anche i quotidiani Libero e Il Giornale. ” Ho dato mandato”, ha affermato l’ex parlamentare, “affinché siano esercitate le opportune azioni legali nei confronti dei miei diffamatori, le cui imprudenti dichiarazioni sono all’origine di una vicenda gravemente lesiva della mia onorabilità”.

Le parole di Rodotà hanno denunciato una carenza di “onestà intellettuale” da parte del mondo politico e dalla stampa, che ha impedito di valutare le sue inequivocabili precisazioni e che ha leso la sua rispettabilità. “Siamo di fronte a veri atti di barbarie per la mancanza di rispetto per la verità e per una storia personale che non ha mai ceduto alla violenza, aderendo alla logica della fermezza nei confronti delle Br”.

Nel frattempo le critiche non si sono fermate e Fabrizio Cicchitto del Pdl ha espresso il suo disappunto, affermando che” Rodotà avrebbe tutelato meglio la sua onorabilità se avesse misurato le parole, perché si è espresso con ambiguità”.
Dichiarazioni di condanna, seguite dal commento del presidente dei senatori del Pdl Schifani che ha auspicato una maggior chiarezza di pensiero in un periodo così delicato, su temi che hanno segnato drammaticamente la nostra storia.

 

Benedetta Cucchiara

23 settembre 2013

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