D’Alema contro nozze omosex: Polemiche dal mondo Gay

di Enrico Ferdinandi

Durante un dibattito alla festa dell’Unità di Ostia lo scorso 9 settembre Massimo D’Alema intervistato da Diego Bianchi, in merito alle nozze fra omosessuali ha affermato che:
«come è previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, è l’unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione. Tra l’uomo e la donna, questo dice la Costituzione».
Parole queste che, una volta finite su You Tube e sui principali social network hanno fatto il giro del web scatenando molte polemiche da associazione gay, in primis l’Arcigay.

Per D’Alema si tratta di polemiche esagerate in quanto lui ha sempre difeso i: «i diritti degli omosessuali contro ogni forma di discriminazione e di omofobia».
Non sono della stessa idea le associazioni omosessuali, il presidente dell’Arcigay Paolo Patanè ha dichiarato che: «intanto D’Alema finge di dimenticare che non esiste nessuna relazione tra matrimonio e procreazione, perché il matrimonio non è diritto esclusivo delle coppie che possono procreare. Poi confonde tra matrimonio civile e religioso, dimenticandosi che esiste una differenza tra cittadini e credenti e tra Stato e Chiesa. E infine dimentica la sentenza della Corte costituzionale 138 del 2010, che parifica i diritti delle coppie conviventi dello stesso sesso a quelli delle coppie coniugate eterosessuali». Per Patanè le parole di D’Alema sono: «la conferma di un’alleanza con l’Udc».
Anche la deputata Anna Paola Concia si è rivolta a D’Alema con queste parole:
«Caro D’Alema la tua dichiarazione sui matrimoni gay è la prova provata che non sei un cinico, come vieni sempre descritto, altrimenti non avresti detto quelle corbellerie. Forse – conclude – ti sei sentito un cinico perché pensavi di sedurre l’Udc, ma sappi che Casini quel matrimonio con te, non lo vuole proprio fare. Questo modo di fare politica non aiuta certo il Partito Democratico; al contrario non fa altro che avvelenare i pozzi».
Pronta la replica di D’Alema che citando il testamento biologico e la legge 40, afferma che: «Con il centrosinistra abbiamo fatto una legge che riconoscendo i diritti delle persone che convivono non ammetteva tuttavia il matrimonio gay. Distinguendo tra diritti individuali delle persone e l’istituzione del matrimonio. Io difendevo quel compromesso perché‚ mi sembra equilibrato tra l’esigenza di tutelare i diritti della persona e le convinzioni di tutti quegli italiani che pensano che il matrimonio sia un’altra cosa. Sulle unioni di fatto non ho detto nulla di scandaloso».
Questa sera a Bologna durante la festa dell’Unità, l’Arcigay ha reso noto che contesterà contro il presidente del Copasir D’Alema.

13 settembre 2011

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