Addio Imu, arriva la Service Tax

Addio Imu, arriva la Service Tax

Il braccio di ferro sull’Imu fra Pd e Pdl si conclude con un compromesso. Cambia il nome, cambia il modo, ed alla fine anche il risultato. «Non sarà un’Imu mascherata», ha detto ieri il premier Letta, annunciando, grazie alla nuova tassa, una significativa riduzione del carico fiscale sulle famiglie.

In linea con molte altre nazioni, come la Gran Bretagna, la nuova legge, prevede la cancellazione dell’Imu e l’introduzione, a partire dal 2014 della Service Tax (che verrà ufficializzata nell’ambito della legge di stabilità). La Service Tax (Taser) sarà divisa in due parti: la prima volta a coprire il costo della raccolta dei rifiuti (il costo varia in base ai metri quadrati delle abitazioni) e la seconda inerente quei servizi indivisibili (ora presenti nella Tares) pagati dagli occupanti (quindi anche degli affittuari) degli immobili.
Inoltre con questa riforma sarà approvata la tanto attesa deducibilità dell’imposta sui beni strumentali, come i capannoni, o sui locali utilizzati dagli enti no profit. È poi prevista l’esenzione per le case invendute.

Per quanto riguarda l’Imu del 2013 verrà cancellata la prima rata sulle prime case e sui terreni agricoli spostata a settembre e si punta a coprire, entro metà ottobre, la cancellazione della rata di dicembre per queste fattispecie.

La Service Tax si configura quindi come una tassa che ne ingloba due (Imu e Tares) e servirà a finanziare prevalentemente i servizi comunali. Il primo ministro, Enrico Letta ha spiegato che la filosofia messa in atto è la stessa di un condominio, all’interno del quale si pagano servizi comuni e si valuta l’efficienza dell’uso delle risorse che sono state pagate.

Soddisfazione anche in casa Pdl. Angelino Alfano ha dichiarato: «Faccio fatica a nascondere la mia grande soddisfazione. I Tg e i giornali di domani porteranno nelle case degli italiani una bellissima notizia: gli italiani dovevano pagare una tassa e non la pagheranno. È un provvedimento fatto nel modo giusto, è tax free».

Intanto però insorgono le prime polemiche, quelle avanzate dagli affittuari preoccupati dal fatto che la nuova tassa sarà anche a loro carico. Walter de Cesaris, segretario nazionale Unione inquilini, ha dichiarato: «Il governo fa finta di non sapere che l’80% degli inquilini ha un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro, che già oggi il 90% delle circa 70.000 sentenze annue di sfratto sono per morosità e che in Italia sono 650 mila le famiglie che hanno diritto ad una casa popolare avendone i requisiti certificati dai Comuni. In tale contesto, la sostanza è, pertanto, uno spostamento di imposizione fiscale dalla proprietà agli inquilini. La stima prudenziale è che dal prossimo anno rischia di abbattersi una stangata media da circa 1000 euro sugli inquilini. Non è ancora chiaro nei dettagli il meccanismo, ma è evidente che, a partire dal 2014, saranno a carico degli inquilini la maggior parte degli oneri relativi alla nuova tassa che, di fatto, anche negli importi, sostituirà sostanzialmente l’Imu oggi pagata dai proprietari».

 

Enrico Ferdinandi

(@FerdinandiE)

29 agosto 2013

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