Cgil: Protesta in oltre 100 piazze contro la “manovra irresponsabile”

di Enrico Ferdinandi

Lo sciopero generale indetto dal Cgil per otto ore sta portando in molte piazze italiane (oltre 100) cortei e manifestazioni contro la manovra che quest’oggi arriverà in aula al Senato, manovra ritenuta “Profondamente iniqua”.

Ciò che più fa indignare i lavoratori (in molti hanno aderito allo sciopero generale) è la modifica dell’Art. 8 sui così detti ‘licenziamenti facili’. Queste le parole del leader della Cgil Camusso presente al corteo che sta attraversando la capitale: “La manovra del governo è ingiusta e totalmente irresponsabile perché scarica tutti i conti sul pubblico impiego. Non c’è l’idea sul quale sia il futuro del Paese e la sua crescita. Questa è una manovra che il Paese non si merita. Chiediamo una redistribuzione dei carichi perché chi non ha mai pagato nulla ora è arrivato il momento di farlo. Siamo convinti che si possa fare una manovra più equa, che cancelli l’articolo 8 che è solo un danno al mondo del lavoro”.

Al corteo di Roma partecipano molti esponenti della politica tra cui Pierluigi Bersani, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola, non mancano “figure” sarcastiche ed irreverenti come ragazzi vestiti da morte (morte per il futuro lavorativo dei giovani italiani) o altri con striscioni contro il governo, come ad esempio: “Un governo da paura” oppure “Dal film 47 morto che parla… e io pago”.

Molti anche gli studenti, soprattutto universitari che hanno dichiarato: “Dopo le azioni di ieri contro il numero chiuso, travestiti da fantasmi oggi non siamo invisibili nelle piazze. Siamo in piazza per rifiutare ogni meccanismo di indebitamento che rappresenti un’ipoteca sul nostro futuro”.

A Milano partecipa al corte Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro di Milano, che ha definito la manovra: “sbagliata, iniqua, che non aiuta la ripresa e la crescita e non favorisce il rilancio occupazionale. E’ una manovra che colpisce sempre gli stessi e in una condizione di crisi come l’attuale le famiglie pagano più volte”. Mentre a Torino (anche qui migliaia di manifestanti) in piazza Vittorio campeggia uno striscione: “Il vostro conto non lo paghiamo. Cambiate menù”.

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