Caso Shalabayeva: il Senato respinge la sfiducia ad Alfano

Caso Shalabayeva: il Senato respinge la sfiducia ad Alfano

È stato respinta dal Senato, con 226 voti contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti, la richiesta di sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, avanzata dal Movimento 5 Stelle e da Sel dopo le polemiche sul caso Shalabayeva.

Prima della votazione Enrico Letta aveva affermato: «Quella di oggi è una mozione che rispetto, fa parte della dialettica parlamentare. Ma quello che chiedo è un nuovo atto di fiducia al governo che presiedo. Dalla relazione del Capo della Polizia emergono fatti che lasciano allibiti e che sono intollerabili, ma emerge anche in modo inoppugnabile il mancato coinvolgimento del governo e l’estraneità del ministro Alfano. Vogliamo continuare e a costruire risposte per questo Paese. Questo `no´ consentirà al Governo di lavorare nelle prossime settimane – riferendosi ai provvedimenti sull’Imu e l’Iva – di risolvere il problema degli esodati ed accelerare sul pagamento dei debiti della PA alle imprese».

Letta aveva inoltre ammesso che: «Le motivazioni dietro la vicenda dell’espulsione dall’Italia di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua sono ancora oscure. Non intendiamo mollare la presa sui fatti, su come si sia potuto scambiare per terrorista Ablyazov, che pure ha problemi seri con la giustizia britannica, ma che è difficile definire come tale. Su come sia stato possibile agire senza la cautela che un caso del genere richiedeva, prendendosi il tempo necessario per approfondire l’esatta condizione della donna e della bambina e senza porsi alcuna domanda sull’inusuale disponibilità di un volo privato per il loro rimpatrio».

Infine Letta ha promesso che: «Il Governo ha intenzione di continuare ad agire per fare chiarezza. E a livello internazionale proseguiremo con la verifica delle condizioni di soggiorno della signora. Ieri il viceambasciatore italiano ha visitato la signora. Nei confronti delle autorità kazake il nostro auspicio è che la signora possa ritrovare la piena libertà di movimento».

Nel corso degli ultimi giorni più volte Alfano ha dichiarato di non esser stato informato sul caso dell’espulsione della moglie (Alma Shalabayeva) e della figlia (Alua) del dissidente kazaco Mukhtar Ablyazov, estradate con la violenza e senza giusta causa.

La Shalabayeva aveva così ricordato al Financial Times la sera in cui venne prelevata dalla sua abitazione: «Continuavano a gridarmi in italiano. Non capivo esattamente cosa dicessero. L’unica cosa che ho potuto distinguere in questa serie di offese fu ‘Puttana russa’. Avevo una sola sensazione in quel momento: erano venuti a ucciderci senza un processo, un’indagine, senza che nessuno lo avrebbe mai saputo».

E. F.

(@FerdinandiE)

19 luglio 2013

 

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