Ilva di Taranto, il Cdm decide: Bondi commissario straordinario e svincolati gli 8 miliardi sequestrati

Ilva di Taranto, il Cdm decide: Bondi commissario straordinario e svincolati gli 8 miliardi sequestrati

Quest’oggi il Consiglio dei ministri si è espresso sulla vicenda Ilva di Taranto ed ha deciso che Enrico Bondi sarà il commissario straordinario dell’azienda. A renderlo noto il ministro per gli Affari regonali, Graziano Delrio, che ha precisato che Bondi ricoprirà il ruolo di commissario straordinario per i prossimi 3 anni, tempo che coincide con la prima fase di applicazione del provvedimento, e potrà avvalersi di due subcommissari, uno nominato dal ministero dello Sviluppo e uno da quello dell’Ambiente.

Il provvedimento prevede anche lo svincolo delle somme finite nel maxisequestro da 8,1 miliardi di euro deciso dalla procura tarantina su beni, conti e quote societarie: «Le predette somme – si legge nella bozza di decreto – sono messe a disposizione del commissario e vincolate alle finalità indicate al periodo precedente». Decisione questa che ha scatenato diverse reazioni negative, fra cui quella di Maurizio Sacconi (Pdl) che ha parlato di un: «pericoloso precedente per la libertà d’impresa».

Nel testo del provvedimento si può inoltre leggere che il commissariamento è necessario in quanto quello di Taranto è uno: «stabilimento di interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporta pericoli degradanti per l’integrità dell’ambiente e della saluta a causa della inosservanza delle norme».

Il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, ha spiegato che l’impatto di una eventuale chiusura dello stabilimento pugliese porterebbe ad una perdita di «oltre otto miliardi di euro annui». Zanonato ha inoltre affermato che il Governo sta lavorando per tutelare quanto più possibile l’Ilva di Taranto in quanto una sua chiusura sarebbe vista: «con estrema soddisfazione dai maggiori competitor europei e mondiali ed esporrebbe il nostro Paese al rischio di un forte impoverimento della capacità tecnologica e di innovazione. Per questo adotteremo tutte le azioni utili a tutelare l’ambiente e la vivibilità di Taranto nella consapevolezza che un’interruzione della produzione peggiorerebbe ulteriormente la situazione rendendo impossibile la bonifica dei siti inquinati». Inoltre per il ministro dello Sviluppo dalle decisioni che vengono prese sull’Ilva: «dipende il futuro della siderurgia italiana e più in generale la credibilità del nostro Paese».

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

4 giugno 2013

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