Politica dei tagli, Crosetto “urla” a Tremonti: «Mi sono stufato»

di Roberto Mattei

Monito del sottosegretario alla Difesa contro la politica soffocante del Ministro dell’Economia e delle Finanze che, con una manovra da 43 miliardi di euro, intende proseguire nella sua politica dei tagli. Nel mirino questa volta: auto blu, compensi, voli di Stato, vitalizi e, dulcis in fundo, tagli ai partiti nonché alle spese di camera e senato.

Duro attacco del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto contro il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, che evidenzia il clima di tensione instauratosi all’interno del pdl. L’ex responsabile delle attività Produttive e Credito di Forza Italia, uno dei fedelissimi del premier, sferra il suo gancio micidiale contro il giurista sondriese ed ex vicepresidente del disciolto partito di Silvio Berlusconi: «sono stufo, non è più il tempo in cui una persona pensa per tutto il Governo, ci deve essere collegialità».

In questa frase è racchiuso tutto il rancore di quelli che sino ad oggi sono rimasti in silenzio a guardare e che – come si legge in una nota dell’Ansa – “hanno solo sussurrato il loro disappunto verso il Professore”. «Le bozze filtrate sulla manovra – spiega il sottosegretario –  più che connotate dal punto di vista economico, finanziario e di bilancio andrebbero analizzate da uno psichiatra. E’ evidente che il ministro dell’Economia vuole trovare esclusivamente il modo di far saltare banco e governo. In questi tre anni ha fatto di tutto per tenere in vita il malato Paese, ma l’ha fatto tenendolo in coma farmacologico. Ha dimostrato di non volere andare nel dettaglio della spesa pubblica, ma di preferire tagli senza razionalità. Non ha capito che l’economia reale andava aiutata ed anzi l’ha bloccata con regole di oppressione fiscale uniche al mondo che hanno distrutto lo statuto del contribuente».

Affermazioni durissime che hanno richiesto l’intervento immediato di Paolo Bonaiuti, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, per rassicurare tutti che il governo è solido e che altrettanto solida è la sua maggioranza, trattandosi quella di Crosetto di «un’uscita a titolo personale». Le rassicurazioni di Bonaiuti, tuttavia, non convincono e traspare sempre più l’idea che il Sottosegretario alla Difesa abbia parlato a titolo del Premier e altri ministri insoddisfatti del modus operandi di Tremonti. Ad avvalorare questa tesi anche il fatto che pare difficile immaginare che Crosetto si sia lasciato andare in questo modo senza “la benedizione” del Cavaliere. L’ex responsabile economico di Forza Italia non ha peli sulla lingua e attacca il Ministro dell’Economia anche nel settore imprenditoriale, rimproverandolo di aver «promesso un aiuto alla piccola e media impresa» ma in realtà di aver «flirtato con le grandi banche e i grandi gruppi».

Nel suo discorso campeggia una frase che sa di monito: «visto che è una persona di cultura ed intelligenza non comune, lo dimostri, proponendo un progetto serio per il Paese al consiglio dei ministri ed alle Camere» – e aggiunge – «mi sono stufato di sentire pontificare chi predica benissimo e razzola malissimo: l’unico ministero che non ha subito tagli alla spesa corrente, ma anzi l’ha aumentata, è il suo! Il ministero nei quali i dirigenti sono più pagati  è il suo»! Ma il colpo più duro contro Tremonti, Crosetto se lo riserba alla fine, lanciando una frecciata contro il disegno di legge anti-privilegi, un progetto nel quale si continua a tagliare soffocando l’economia e l’organizzazione del paese: tagli alle dotazioni di Camera, Senato, Presidenza del Consiglio, partiti politici e chi più ne ha più ne metta: «Se adesso l’ultima crociata di Tremonti, sullo stile di De Magistris, è quella di lanciarsi contro i privilegi gli ricordo che ci sono privilegi ben maggiori delle auto blu e degli aerei di Stato che, tra l’altro, se vengono utilizzati nell’interesse del Paese non sono privilegi. Parlo, ad esempio, dei privilegi di poter disporre di migliaia di nomine all’interno dello Stato o altre cose meno evidenti sulle quali il Tesoro non ha mai coinvolto nessuno».

 

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