Asselborn, “l’etica fascista” salviniana dell’immigrazione

Asselborn, “l’etica fascista” salviniana dell’immigrazione

Venerdì 14 settembre il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il ministro lussemburghese degli Esteri e dell’Immigrazione Jean Asselborn hanno avuto uno scontro verbale durante la conferenza su migrazione e sicurezza, ospitata a Vienna (qui).

Un’etica fascista anni Trenta

Proprio oggi il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, è tornato a parlare su Repubblica dello scontro con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

«Ha espresso concetti figli di un’etica fascista anni Trenta, quando ho sentito le sue parole ho avuto un grosso problema e ho pensato che qualcuno dovesse intervenire per zittirlo, per dirgli adesso basta».
“In Italia abbiamo l’esigenza di fare figli, non di avere nuovi schiavi per soppiantare i figli che non facciamo più”: questa la frase che ha scatenato l’intervento di Asselborn, che infatti spiega: «nel suo intervento – Salvini – ha usato due volte il termine ‘schiavi’ riferendosi ai migranti, ricorrendo a concetti in palese contraddizione con l’etica dell’Unione. Se poi a parlare così è un Paese fondatore, terza economia dell’eurozona, la situazione è ancora più seria. Spero che ora altri ministri si facciano sentire. In 15 anni di Consiglio Ue non ho mai sentito pronunciare parole simili a quelle pronunciate da Salvini, nemmeno da polacchi e ungheresi»

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Accuse pesanti quelle del ministro lussemburghese, che parla appunto di ‘etica fascista’, eppure né l’intervento di Salvini, né la pubblicazione dello stesso stupiscono se si pensa che, per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, 42 denunce da parte dei profughi della Diciotti sono “42 medaglie”.

Asselborn ha precisato di non sapere di essere ripreso: questa infatti è la prima volta che una conferenza a porte chiuse, non aperta a giornalisti e telecamere, viene pubblicata. Asselborn lo ha scoperto solo “un’ora dopo, quando Salvini ha pubblicato il video sui social”.

“Se ognuno viene in Consiglio per farsi uno spot, prendere decisioni per far avanzare l’Europa diventa impossibile”, aggiunge il ministro, che esprime la sua preoccupazione al settimanale tedesco Spiegel: i collaboratori del vicepremier italiano «si piazzano nelle sale in posizioni strategiche e riprendono sistematicamente tutto quello che dice Salvini». È un’abitudine quindi, non un caso isolato.

La presidenza austriaca di turno dell’Ue ha chiarito che «non era al corrente della registrazione», e che l’obiettivo è quello di «assicurare discussioni riservate, rispettose ed eque».

Il pericolo della semplificazione

All’affermazione del ministro Asselborn – «In Lussemburgo avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi. Erano migranti che hanno lavorato qui affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli. Merde alors!» – il ministro Salvini ha risposto via Facebook.

«Il ministro socialista del paradiso fiscale Lussemburgo, dopo aver paragonato i nostri nonni emigranti italiani ai clandestini di oggi, dopo aver interrotto un mio discorso urlando “merda”, oggi mi dà del “fascista”. Ma dico io, che problemi hanno in Lussemburgo?!? Nessun fascismo, soltanto rispetto delle regole. Se gli piacciono tanto gli immigrati che li accolga in Lussemburgo, in Italia ne abbiamo già accolti troppi».

Sottolinea anche l’ignoranza del ministro lussemburghese: “è un ignorante: ignora la storia dell’emigrazione italiana” che non ha nulla a che vedere “con i clandestini che arrivano, spacciano e rubano in Italia”.

Il pericolo della semplificazione è stato evidenziato, in questo caso, da Mars Di Bartolomeo, presidente del Parlamento del Lussemburgo, che avverte il leader leghista: «Se davvero la Lega ha nascosto la sua cassa nel mio Paese, presto scoprirà che non siamo un paradiso fiscale ma seguiamo le regole della trasparenza».

Di fronte alla lite fra i due ministri, Di Bartolomeo – racconta al Fatto Quotidiano – ha pensato “che per colpa di movimenti nazionalisti, come quello di Salvini, tutto quel che abbiamo fatto per unire i nostri popoli è ora in pericolo. Questo modo di dividere e semplificare mi ricorda quel che abbiamo vissuto prima della Seconda guerra mondiale. E mi fa paura. Semplifica, divide e peggiora il mondo. La mia politica e la mia storia è diversa. Io sono nato lussemburghese, ma i miei nonni sono partiti dall’Italia perché erano trattati, loro sì, come schiavi. Erano schiavi in Italia e sono diventati più liberi grazie al Lussemburgo. Non c’è più memoria. Allora l’Europa era Mussolini e Hitler. Ora ci sembra scontato che esista la pace, ma non è così”.

L’Asse Salvini-Orbàn

Mentre il cancelliere austriaco e presidente di turno dell’Unione europea, Sebastian Kurz, ospite oggi a Parigi e ieri a Berlino ribadisce il sostegno di Vienna e Berlino al presidente della Commissione Europea Juncker nell’intento di rafforzare Frontex, entro il 2020 – «è il momento di non far partire neanche le barche» – Salvini torna a difendere Orbàn, insistendo sull’Asse con l’Ungheria.

E alla faccia dell’‘etica fascista anni Trenta’ denunciata da Asselborn, Salvini ribadisce “le sanzioni contro il popolo ed il Governo ungherese sono un atto politico, una follia di quell’Europa di sinistra che non si rassegna al cambiamento e sono convinto che tra qualche mese ci troveremo a governare l’Europa in compagnia di Viktor Orbàn”.

È dello stesso avviso anche Orbàn che afferma: «L’anno prossimo cambieremo completamente l’Europa escludendo i socialisti dal Governo dell’Europa, mettendo al centro il diritto alla vita, al lavoro, alla famiglia, alla sicurezza. Stiamo lavorando con altri partiti, popoli e governi europei per cambiare la storia di questo Continente nel maggio prossimo ed il nucleo parte proprio da Vienna, da Milano, da Roma. La presidenza austriaca dell’Ue, l’Italia, hanno portato energia nuova dando la sveglia ad un’Europa che dormiva. I giorni di questo Parlamento e della Commissione sono ormai contati. Spero che nel Parlamento eletto in futuro non ci sia una maggioranza pro-migranti».

“Il nuovo volto dell’Europa”

Questo il titolo che il Time dedica a Matteo Salvini, definendolo “lo zar dell’immigrazione in Italia che sta portando la missione di disfare la Ue”.

Nell’intervista al vicepremier, questo afferma: «Stiamo lavorando per recuperare lo spirito europeo che è stato tradito da coloro che guidano questa unione. È chiaro che devono cambiare le dinamiche europee».
L’articolo parla di un Salvini “capitano che sta scuotendo l’establishment europeo e che minaccia di rovesciare un sistema politico che è stato travolto dall’ondata populista degli ultimi tre anni”, molto vicino a Donald Trump.

Nuovi sbarchi e polemiche con Malta

Venerdì scorso sono sbarcati a Lampedusa 184 migranti su 7 piccole imbarcazioni. Per ora sono stati accolti in Italia, ma l’obiettivo è quello di rinegoziare il numero dei rimpatri settimanali con la Tunisia e iniziare a rimpatriare i clandestini.

A questo proposito proprio domani Salvini dovrebbe incontrare il ministro dell’Interno tunisino. Già la prossima settimana i voli charter verso Tunisi potrebbero essere tre, invece dei due attualmente in programma, o potrebbe aumentare il numero dei rimpatriati sui due viaggi.

Nel frattempo i 184 migranti sono stati accompagnati a Trapani per le regolari procedure di identificazione, aggiungendosi ai 1.713 clandestini da rimpatriare sui 3.515 arrivati in Italia, dal 1 gennaio al 9 settembre scorso (1.812 sono stati rimpatriati).

«Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia. Martedì avrò un incontro a Roma, perché lì non c’è guerra, non c’è carestia e non si capisce perché barchini o barconi debbano partire dalla Tunisia e arrivare in Italia. Siamo impegnati per cambiare gli accordi che ci hanno lasciato e che non sono assolutamente soddisfacenti», dichiara il vicepremier leghista.

Secondo il ministero dell’Interno “Malta, per l’ennesima volta, ha scaricato il problema sull’Italia”. «C’è un Paese membro che se ne sta ampiamente fregando dei suoi doveri con ripetuti casi di molteplici navi, anche in difficoltà in acque maltesi, ignorate o accompagnate verso l’Italia, alla faccia della solidarietà», attacca Salvini.

L’accordo con la Germania

Sarà “un accordo a tempo, fino a novembre, a saldo zero, non riguarderà il pregresso e sarà sottoscritto se la Germania ci darà una mano a sostenere il cambio delle regole della missione Sophia, che per colpa del Governo Renzi ha sbarcato in Italia 45mila persone”. Tra le nuove misure da applicare, Salvini propone “l’identificazione sulle navi”.

L’accordo, già concluso tra Germania, Atene e Madrid, rimane ancora aperto sul versante italiano e riguarda il respingimento, sul suolo italiano, dei migranti al confine con il Brennero.

Il premier Conte, durante un convegno delle Acli, ha dichiarato che la soluzione al problema dell’immigrazione non può essere “l’accoglienza indiscriminata”: «perché noi possiamo assicurare il soccorso, ma non possiamo offrire l’accoglienza indiscriminata».

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