Un Natale cosí speciale, tra le fiabe e la musica

Un Natale cosí speciale, tra le fiabe e la musica

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Come l’OSN vi augura buone feste… a modo suo!

Come tutti gli anni, anche in questo 2014 cosí grigio e cupo e pieno di malumori, l’OSN dell’Auditorium Rai di Torino ha organizzato un modo tutto particolare e ricco di emozioni per festeggiare il Natale insieme al proprio pubblico. Senza intaccare la vigilia, martedí 23 Dicembre alle ore 21 si è tenuto il concerto di Natale Fiabe e Musica, diretto dall’ormai consolidato direttore dell’OSN Juraj Valčuha che con la sua semplicitá e simpatia ha fatto sognare tutti i gli adulti e soprattutto i numerosi bambini presenti ieri sera. Attenti e sveglissimi, i loro occhi si sono illuminati soprattutto quando l’orchestra, dopo aver aperto il concerto con un energico Inverno di Antonio Vivaldi, Concerto in fa minore op. VIII n.4 per violino archi e basso continuo, ha fatto una breve pausa e ha cominciato a suonare la suite dal balletto op. 66a La bella addormentata, magistralmente musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij. Già dalle prime note, giovani e piccini sono finiti dentro l’adattamento che Walt Disney ha fatto di questa favola, quasi potendo vedere le tre fate pasticcione, ma tanto premurose e sagge, come la terribile strega Malefica e il bel principe Filippo;  il direttore Juraj Valčuha ha trasmesso con le sue mani e la sua bacchetta, tutta la storia e i movimenti del balletto stesso insieme, con la sua sola fisicità.

Dopo un breve intervallo, il concerto è proseguito con Maurice Ravel, Ma mere l’Oye (cinque pezzi infantili per orchestra), che di infantile non hanno nulla e che al contrario proseguono il filone appena interrotto della fiaba precedente. I cinque pezzi, velati da una leggera nota malinconica, possono essere considerati quasi cinque piccolissimi poemi sinfonici. E infine, per chiudere in bellezza e nella maniera piu’ grandiosa, l’orchestra si è dilettata nell’esecuzione dell’Uccello di fuoco di Igor Stravinskij: la maestosità del pezzo, con le immagini che quasi prendono vita da sole tramite gli strumenti cosí potenti ed evocativi, chiudono una serata che piú stupefacente non poteva essere.

Gli applausi di TUTTO il pubblico sono stati numerosi e lunghi, e per la prima volta nessuno aveva tanta fretta di uscire e correre al guardaroba per recuperare la giacca. Dopo il direttore d’orchestra ha ancora augurato buone feste e ha diretto l’orchestra in un piccolo brano natalizio. Ecco, sono proprio questi quegli eventi e quelle manifestazioni culturali in cui è legittimo, anzi dovrebbe esserci sempre, il tutto esaurito. Nulla è più potente della musica sentita dal vivo per poter sognare e “rileggere” le fiabe che hanno popolato l’infanzia di ognuno di noi.

Rebecca Cauda

24 dicembre 2014

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