Quando la morbosità si tocca con mano: il Museo di Cesare Lombroso

Quando la morbosità si tocca con mano: il Museo di Cesare Lombroso

uff_lombroso_3~s600x600

TORINO- Oggi come oggi il panorama letterario conosce numerosi volti di scrittori, i quali hanno donato la loro intelligenza e passione al genere crime e thriller, con i relativi sottogeneri. Trame che purtroppo spesso si ripetono, lo sviluppo é qualcosa di giá letto, il serial killer/l’assassino lo si puó comprendere già da metá del libro. A onor del vero, questo non sempre capita a causa degli scrittori: infatti, i lettori appassionati di questi generi hanno imparato a riconoscere la malattia mentale di quel personaggio, le sue negative inclinazioni, le sue manie e morbosità. E risalendo ancora indietro, tutto questo lavoro (e non solo) é stato compiuto per la prima volta dallo studioso Cesare Lombroso, il quale basó i propri lavori sullo sviluppo dell’antropologia criminale basandosi prevalentemente sulla fisiognomica.

Il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso raccoglie appunto tutti i lavori, gli studi compiuti, nonchè la collezione privata di quest’uomo e si trova a Torino in Via Pietro Giuria 5. Venne fondato nel 1866 da Lombroso in persona, ampliato successivamente nel 1899 (grazie a donazioni pubbliche e private) ed esposto inizialmente presso l’Università del Valentino, dal 1947 spostato nella sede dell’ex istituto di medicina legale di Torino. Solamente dal 2009 la collezione trova la sua sede definitiva presso il palazzo degli studi anatomici, aperto finalmente al pubblico.

Entrando in questo Museo vi sembrerà di venir catapultati in un romanzo noir, quasi medievale: le luci fanno sicuramente il loro gioco principale, ma tutto quanto esposto ha un impatto visivo non indifferente. Passando da una sala all’altra vi troverete di fronte preparati anatomici, disegni abbozzati e fotografie, corpi del reato e alcuni oggetti realizzati negli anni da prigionieri di carceri e manicomi criminali. Lombroso ha raccolto così tutte le prove a sostegno della sua teoria dell’atavismo criminale anche se poi rivelatasi infondata. Secondo lo studioso infatti alcune caratteristiche prettamente fisiche (in particolare, la conformazione del cranio umano), se presenti in determinate forme, attribuiscono all’individuo una corrispondente attitudine caratteriale, e per Lombroso si parla di criminalità. Per questo all’interno del Museo si trovano numerosissime maschere mortuarie di criminali (uxoricidi, pedofili, serial killer), o teschi di soggetti spesso ingiustamente giustiziati perché simili a precedenti assassini, sempre per similitudini fisiche. La collezione prevede anche un’esposizione di strumenti utilizzati nei manicomi criminali e primeggiano inoltre numerosi oggetti realizzati dagli stessi criminali: orci per bere, mobili costruiti da un paziente psichiatrico, crete modellate. Lo spettatore potrà anche vedere con i propri occhi modelli di celle e istituti penitenziari.

Insomma, gli amanti delle curiosità più macabre e morbose non avranno di che pentirsi visitando il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso: aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

Rebecca Cauda

17 dicembre 2014

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook