Manifestazione al Caat di Torino: un uomo muore d’infarto

Manifestazione al Caat di Torino: un uomo muore d’infarto

1000_ambulanza6_1Il Centro Agroalimentare (Caat) di Torino è stato bloccato dalle ore 23.00 del 15 ottobre da un gruppo di manifestanti. Era nata come una protesta pacifica per migliorare le condizioni lavorative dei facchini della stessa azienda, ma nella notte gli equilibri si sono rotti.

Un piccolo gruppo di anarchici ha cominciato a bersagliare la polizia, lanciando sassi e petardi: la risposta si è limitata al lancio di fumogeni, in modo tale da far disperdere la folla, nel tentativo di placare gli animi.

Per qualche ora la situazione si è calmata e l’unico ferito è stato subito curato all’ospedale Martini di Torino e in poche ore dimesso.

La rotonda che portava all’accesso del Caat era ormai bloccata da ore quando Giuseppe De Cesare, padre di famiglia e ambulante di quarantanove anni, vi è arrivato all’alba  come ogni mattina, per rifornirsi di merce da vendere nella giornata. Questa, però, non è un giorno come gli altri.  È bloccato da un gruppo di anarchici, con cui ha un breve ma molto intenso diverbio. L’uomo, risalendo sulla sua vettura, accusa un malore probabilmente provocato dalla tensione del litigio.

L’intervento del 118 è inutile, sebbene fosse già sul posto: Giuseppe De Cesare muore d’infarto sotto gli occhi di molti colleghi e amici. Cinque anarchici sono stati riconosciuti e denunciati per oltraggio a pubblico ufficiale ed è stata aperta un’inchiesta.

Il primo articolo della nostra Costituzione dice: “ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”. La vittima esercitava un diritto inviolabile come quello del lavoro o per i manifestanti pacifici quello di protestare. La violenza, però, non è un diritto e come sempre non porta ad alcun risultato positivo.

Paola Mezzanoglio

16 ottobre 2014

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