Rapimento Borgaro, confessa il padre del bambino smarrito

Rapimento Borgaro, confessa il padre del bambino smarrito

carabinieri-gazzella-31TORINO – Sono bastate poco più di 24 ore ai carabinieri della caserma di Venaria per svelare la messinscena orchestrata da Alex Giarrizzo, operaio 31enne che nel pomeriggio di ieri aveva denunciato il sequestro del proprio bambino ad opera di uno sconosciuto, durante una festa patronale a Borgaro Torinese.

L’uomo, interrogato a lungo nel pomeriggio dopo che le riprese effettuate dalle telecamere dell’area circostante avevano contraddetto tale versione dei fatti, ha confessato di aver inventato la storia del rapimento per la paura di poter perdere l’affidamento del proprio figlio, in seguito all’arrivo dei carabinieri dopo lo smarrimento.

Altro particolare che avrebbe indotto gli investigatori a dubitare della versione data da Giarrizzo è stato il riconoscimento del presunto rapitore nella foto segnaletica di un malvivente, il quale risulterebbe essere tuttavia già in carcere. Inizialmente l’operaio aveva parlato di un sicuro sequestratore di etnia nomade, il quale non era riuscito però a portare a termine il rapimento a causa dell’intervento proprio di Giarrizzo, che –sempre secondo la propria versione dei fatti-  aveva reagito sferrando due pugni e mettendolo in fuga a bordo di un’auto grigia, della quale però nessuno aveva riconosciuto la targa.

Chissà che ad ispirare l’uomo non sia stata la vicenda accaduta quasi tre anni fa, quando una sedicenne torinese inventò di essere stata stuprata da due rom per mascherare una fuga d’amore col proprio fidanzatino.


Gianluca Pezzano
29 settembre 2014

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