Al via la 47a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

di Roberto Mattei

Dal 19 al 27 giugno, la città di Rossini diventa la capitale indiscussa di una cinematografia atipica, quella che sperimenta linguaggi innovativi e inediti, che pur presentando materiali di forte interesse e registi di grande talento, viene spesso dimenticata dal cinema commerciale.

Pesaro, 14 giugno 2011 – Mancano ancora cinque giorni all’inizio ufficiale della 47a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, ma tutto è ormai pronto. Un evento nato per ricercare, individuare e promuovere il lato nascosto della settima arte, quello dei giovani registi che operano in un circuito poco sensibile al settore commerciale ma oltremodo di indiscutibile talento, delle novità d’autore e della sperimentazione di linguaggi innovativi e inediti.

La manifestazione, promossa, finanziata e gestita dall’Ente omonimo con il contributo degli enti locali, della Regione Marche e dello Stato, aprirà le porte al mondo dal 19 al 27 giugno, sotto la direzione artistica del professor Giovanni Spagnoletti, esperto di cinema tedesco, italiano e anglosassone, autore e curatore di oltre settanta pubblicazioni, conosciuto negli ambienti dei festival europei per aver svolto l’incarico di consulente artistico e direttore di manifestazioni prestigiose, come la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il Festival di Berlino, il German Film Festival e il Premio Marcello Mastroianni. Come nelle scorse edizioni, l’evento si svolgerà nella splendida cornice del centro storico di Pesaro, contornata dallo scenario suggestivo, raffinato e incantevole della piazza del Popolo, tra vie, palazzi e dimore storiche che ogni anno incantano gli sguardi dei cinefili di tutto il mondo, tramutatisi per l’occasione in turisti. Sette i film in gara che si contenderanno l’ambito trofeo cinematografico dedicato alla memoria di Niccolò Miccichè, detto “Lino”, il grande storico e critico cinematografico nonché fondatore e direttore storico del Festival, prematuramente scomparso nel 2004, all’età di 69 anni. Tra le opere che verranno presentate nel corso di questa edizione, anche film già proposti in precedenti occasioni(*). Ecco la scaletta:

  1. The journals of musan di Park Jung-Bum, Corea;(*)
  2. Medianeras di Gustavo Taretto, Argentina;(*)
  3. Qu’ils reposent en revolte di Sylvain George, Francia;(*)
  4. Headshots di Lawrence Tooley, Germania;(*)
  5. Eternity di Sivaroj Kongsakul, Thailandia;
  6. Flying Fish di Sanjeewa Pushpakumara, Sri Lanka;
  7. Trabalhar Cansa di Juliana Rojas & Marco Dutra, Brasile.

Ovviamente, nell’anno in cui si celebrano la cultura e la lingua russa in Italia, non poteva essere dimenticato il Cinema russo contemporaneo, proseguendo il discorso iniziato nella scorsa edizione e dedicando allo stesso il ruolo di ospite d’onore della manifestazione. Nel 2010, infatti, era stata riservata un’ampia sezione monografica al cinema di “tendenza”del nuovo millennio di quel paese, omettendo volutamente le opere di “non fiction” che saranno invece le grandi protagoniste della 47a edizione del festival, soprattutto alla luce dei frequenti e prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale avuti dal Cinema Russo in questi ultimi anni. Quest’anno gli occhi saranno puntati su “Blockada” di Sergei Loznista, il documentario premiato nel 2006 dall’associazione dei critici sovietici, che racconta il più lungo assedio della seconda guerra mondiale, quello di Leningrado, dal settembre 1941 al gennaio 1944: 900 giorni di isolamento totale dal mondo che fecero tra le 641 mila e le 800 mila vittime. Un vero e proprio capolavoro, ricostruito dal documentarista russo aggiungendo ai filmati muti dell’epoca reperiti negli archivi sovietici, i commenti, le colonne sonore e i rumori legati alle situazioni raccontate: rombi di motori, esplosioni, passi di gente in fuga. Le immagini dell’epoca riescono a catturare l’attenzione dello spettatore proiettandolo indietro nel tempo come se vivesse lui in prima persona tutte le tappe della resistenza cittadina: la preparazione delle fortificazioni, l’approntamento dell’artiglieria,  i corpi martoriati per le strade, il popolo alla disperata ricerca del cibo.

 

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