Le Marche tagliate fuori dai trasporti ferroviari strategici

Il nuovo orario invernale di Trenitalia penalizzerebbe i lavoratori pendolari che giornalmente si spostano dalle Marche verso il Lazio e l’Emilia Romagna.

E’ questo il triste destino che attende la regione Marche se il nuovo orario ferroviario invernale verrà approvato definitivamente. Un timore che l’assessore regionale ai Trasporti, Luigi Viventi, ha manifestato con due lettere, una inviata all’amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti e all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, l’altra al ministro dei Trasporti, Corrado Passera.

«Se i provvedimenti previsti diventassero effettivi – scrive Viventi – le Marche risulterebbero tagliate fuori dai collegamenti strategici con Roma e Milano, soprattutto nelle fasce orarie più importanti. Con la nuova riorganizzazione, oltre ai flussi legati al lavoro, risulterebbero penalizzati anche quelli legati al turismo, con inevitabili ripercussioni negative su un territorio già molto provato dalle crisi degli ultimi anni».  Trenitalia sarebbe infatti sull’orlo di sopprimere alcuni servizi Eurostar sulla linea Roma – Ancona ed eliminare Pesaro tra le fermate dei treni Frecciabianca in servizio sulla dorsale adriatica. Una notizia che ha suscitato la preoccupazione dei cittadini marchigiani che si sono riversati in massa presso i competenti uffici dell’assessorato regionale, soprattutto per l’intenzione di Trenitalia di “tagliare” la coppia di treni in partenza alle 11.13 da Ancona e alle 19.32 da Roma. Quest’ultima corsa, tra l’altro, è quella che oggi consente ai  lavoratori pendolari che si protraggono negli uffici della capitale fino alle 18, di poter rientrare nelle rispettive località di residenza. Per quanto riguarda la fermata di Pesaro, le richieste più pressanti riguardano il mantenimento dell`Eurostar City con partenza da Pesaro alle 7.47 e quello serale con partenza da Bologna alle 17.50 e arrivo a Pesaro alle 19.05. Se dovessero essere soppresse tutte queste fermate diventerebbe impossibile per molti utenti poter svolgere qualsiasi attività nel Lazio o nell’Emilia Romagna. «Con questa riorganizzazione – prosegue ancora Viventi nella sua lettera – oltre ai flussi legati al lavoro, risulterebbero penalizzati anche quelli legati al turismo, con inevitabili ripercussioni negative su un territorio già martoriato dalla crisi degli ultimi anni. Pur nella consapevolezza che il nostro Paese sta affrontando una situazione di estrema criticità, nella quale non ci potremo esimere da tagli, riduzioni e sacrifici anche difficili, non possiamo consentire che una regione come le Marche sia di fatto cancellata dai collegamenti nazionali strategici in termini di trasporto pubblico».

di Roberto Mattei

28 novembre 2011

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