Ascoli Piceno, detenuti scavano tunnel per evadere dal supercarcere

di Roberto Mattei

Ascoli Piceno, 10 agosto 2011 – Sembra tutto un film ma è accaduto realmente lo scorso mese di luglio. Gli uomini della polizia penitenziaria del supercarcere di Ascoli Piceno sono riusciti a sventare un tentativo di evasione che ricorda molto da vicino la famosa pellicola di Frank Darabont, “Le ali della libertà”, dove il protagonista principale, l’ergastolano Andy, fugge di galera dopo aver scavato pazientemente per 20 anni un tunnel nel muro del penitenziario. Nella casa circondariale ascolana i detenuti avevano fatto la stessa identica cosa, realizzando un buco di circa 30 centimetri di diametro, che era stato perfettamente occultato alla vista degli agenti utilizzando un impasto di mollica di pane ben essiccato e in linea con la tonalità del muro, paragonabile a una copertura di cartongesso fatta a regola d’arte.

Al contrario del film di Darabont, però, qui i protagonisti sono stati scoperti prima di assaporare l’aria della libertà. «Erano pochi i centimetri che separavano i malintenzionati dal raggiungimento dell’obiettivo  – evidenzia Eugenio Sarno, segretario generale UILPA penitenziari – ed è del tutto evidente che il varco scavato serviva ai sette detenuti di nazionalità italiana, o ad alcuni di essi, a guadagnare l’intercinta e, quindi, un’agevole fuga dal penitenziario nel giro di 48-72 ore».

 

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