Marche: via libera della regione alla vendita del novello

La principale necessità dei viticoltori italiani è quella di realizzare ottimi vini, in grado di soddisfare i palati più esigenti e con tempi di stoccaggio in magazzino notevolmente ridotti rispetto agli standard. In questo modo è possibile disporre di prodotti freschi e leggeri,  ma soprattutto vendere la bevanda subito, a poca distanza dalla vendemmia, evitando lunghe soste in magazzino. In tale contesto, merita la giusta dose di attenzione il vino novello, un prodotto derivante da un particolare tipo di vinificazione, ideata da un’equipe di ricercatori francesi. Uno degli esperimenti includeva la conservazione dei grappoli a bassa temperatura a contatto con anidride Carbonica. Dopo un paio di mesi si accorsero che questi erano diventati gassosi e frizzanti, dal sapore peculiare ma non sgradevole. Naturalmente i grappoli non erano più adatti per la commercializzazione e pertanto decisero di vinificarli; il vino che ne uscì risultò certamente “diverso” ma piacevole.

 

Il “vino da bere giovane” è nato negli anni ’50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato che è stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed è fondato sulla macerazione carbonica. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste. Con l’anticipo al 30 ottobre, il novello italiano precede di ben sedici giorni il Beaujolais nouveau francese che si potrà assaggiare solo a partire dal 15 di novembre.

Il vino ottenuto con questa tecnica è caratterizzato da importanti sentori fruttati, in particolare fragola, lamponi e frutti di bosco, da grande morbidezza e da livelli tannici bassi, risultando subito pronti da bere e privi della struttura necessaria per l’affinamento e l’invecchiamento. Il colore è caratteristico, vivace, brillante e va dal rosso fino al porpora intenso, con riflessi violacei. Per quanto riguarda l’abbinamento parliamo di accoppiata perfetta con le alle castagne, in particolare alle caldarroste. Può essere inoltre accompagnato a piatti a base di funghi e va servito ad una temperatura compresa tra i 14° e i 16° nonché consumato entro 6 mesi per apprezzarlo al meglio.

La data da cui la legislazione italiana prevede che il vino novello possa essere messo in vendita è il 6 Novembre dell’anno di vendemmia. La legislazione, inoltre, affinché il vino possa essere chiamato Novello, prevede l’utilizzo obbligatorio a macerazione carbonica per almeno il 30% dell’uva, mentre il restante 70% può essere vinificato con il metodo tradizionale. Ma ad annunciare e’ stata proprio  la Coldiretti dopo la decisione del ministero delle Politiche agricole di anticipare la commercializzazione di una settimana rispetto agli scorsi anni, quando il “deblocage” era fissato per il 6 novembre. Per il novello si annuncia quest’anno una qualità buona, anche se la produzione è in forte calo rispetto agli anni scorsi.

Se da un lato la vendemmia non certo ricca per quantità (sotto gli 800mila ettolitri) ha spinto i produttori a riservare a questo tipo di vino ancora meno uva, dall’altro il novello ha perso lo smalto di qualche tempo fa, tanto che si stima una produzione a livello regionale inferiore alle 50 mila bottiglie.

Ezio Galanis
31 ottobre 2012

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