Poverty is Sexist

Poverty is Sexist

Viviamo in tempi interessanti, in tempi di domande forti e risposte deboli, di battaglie sociali e culturali molto estese, che si presentano alla nostra attenzione con una certa urgenza. Fin qui niente di nuovo: chi può non fa e, se fa, non è ancora abbastanza. Chi avrebbe il potere di dare quelle risposte spesso viene meno, perlomeno nella misura in cui non reputi essenziali le risposte a quelle domande forti, come la lotta alla povertà, come il sostegno ad un programma d’accesso ad un’istruzione di base per tutti, come il debellamento di alcune malattie, sempre le stesse, che attanagliano e stroncano le vite di chi ha avuto la sfortuna di nascere fuori dalle zone del benessere, come la lotta radicale ad un sessismo che condiziona ancora l’esistenza di molte donne, e bambine. Nei tempi delle disuguaglianze radicali, chi prende le parti dei senza-parte se chi sta dalla parte che sarebbe supposta preoccuparsene non lo fa, e chi lo farà domani se i giovani d’oggi il più delle volte si apprestano a diventare degli adulti sempre più sconnessi e vuoti? Quali sono le controcondotte che si oppongono all’indifferenza del potere, o all’inefficacia di politiche ancora troppo deboli? Spesso, forse troppo, queste controcondotte si riducono a scrivere individualmente su un blog, a dire mi piace o a sottoscrivere emotivamente infinite petizioni in rete che però muoiono non appena sottoscritte, incapaci di costruire una contro-narrazione culturale. In questo quadro un po’ avvilente, tuttavia, non siamo ancora soli. Sono diverse le associazioni e le organizzazioni che ad oggi si battono, tramite una mobilitazione attiva, per la richiesta di quelle risposte, che ancora tardano ad arrivare. Oggi approfondiremo il lavoro dell’organizzazione ONE, sostenuta da oltre 7.5 milioni di membri in diversi paesi europei, e l’operato dei suoi giovani ambasciatori, che con il loro instancabile impegno e la loro presenza attiva, promossa sì sui social ma diffusa energicamente anche sul territorio nazionale ed internazionale, intervengono affinché i leader mondiali onorino gli impegni che si sono assunti nella lotta contro la povertà estrema e realizzano campagne che promuovano politiche di sviluppo più efficaci.

ONE è un’organizzazione apolitica, co-fondata da Bono Vox, che nasce, finanziata quasi interamente da fondazioni, singoli filantropi e società, con gli ambiziosi obiettivi di combattere AIDS, tubercolosi e malaria, prevenibili nei luoghi più poveri del pianeta, di sostenere l’empowerment economico del settore agricolo, di facilitare l’accesso alle fonti d’energia e di combattere la corruzione all’interno dello Stato.

Tra gli strumenti di cui si avvale per esercitare la sua attività di lobbying, ONE si fa pregio del programma “Youth Ambassador”, un progetto che raccoglie giovani attivisti in tutto il mondo e li forma per diventare i rappresentanti dell’associazione nelle rispettive comunità politiche e portare avanti una serie di interventi creativi e innovativi a sostegno delle campagne di sensibilizzazione. In Italia, quest’organizzazione è insediata nel tessuto delle nostre città da alcuni anni e si sta facendo conoscere sempre con maggiore risonanza: infatti, nel 2017, i nostri Ambasciatori ONE sono ben 40 e si sono già fatti notare dal mondo della politica, distinguendosi per il loro operato e per la loro preparazione su questioni tanto complesse ed urgenti come quelle sopracitate. Il 2017 sarà un anno davvero importante per gli Ambasciatori italiani per via della presidenza italiana del G7 il maggio prossimo in Sicilia, irrinunciabile opportunità per concordare un programma ambizioso nella lotta contro la povertà estrema. E’ stato stimato che a 130 milioni di donne che nascono nei Paesi più poveri nel mondo è ancora negata l’istruzione e ONE, mossa dalla convinzione che non sia possibile combattere l’estrema povertà senza combattere contemporaneamente la disparità di genere, ha lanciato, proprio in occasione della Giornata Internazionale della donna, un’iniziativa, “Girls count”, che mira a scuotere l’opinione pubblica con una trovata originale, cioè la produzione di un video, della durata di circa 5 anni, in cui vedremo 130 milioni di testimonianze simboleggiare tutte quelle donne che ancora oggi vengono osteggiate nel conseguimento dei propri diritti. Naturalmente, l’operato degli Ambasciatori non si risolve certo in questa trovata, poiché questo filmato che verrà diffuso sui social è solo un’iniziativa della campagna “Poverty is Sexist”, la povertà è sessista, che li terrà impegnati in tutti gli eventi istituzionali e internazionali per portare avanti questa lotta. E’ in nome di questa campagna che gli Ambasciatori domanderanno ai leader mondiali presenti al G7 maggiore attenzione per la questione e richiederanno all’Italia di prendere finalmente posizione sull’argomento, mantenendo la promessa fatta, in occasione di Expo Milano nel 2015, di diventare il quarto Paese finanziatore di aiuti allo sviluppo tra i G7.

Per conoscere più da vicino l’esperienza dei nostri Ambasciatori, dialogare con loro e magari prendere parte al loro ambizioso progetto, si segnala per il 25 aprile una bella iniziativa di incontro che si terrà presso il locale “Ostello Bello”, a Milano.

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