Genitori in difficoltà? Per loro al Niguarda lo sportello “Fiocchi in ospedale”

foto-fiocchi-in-ospedaleDiventare genitori, rappresenta un percorso di vita spontaneo per una coppia che ha deciso di vivere insieme.
Tuttavia, nel contesto attuale di crisi e di difficoltà sociale, ai neogenitori può subentrare una situazione di disagio oltre che economico, anche psicologico.
Sono soprattutto le neo mamme, a causa della cosiddetta “depressione post partum”, le più fragili e bisognose d’aiuto.
Per correre in loro aiuto, nasce al Niguarda lo sportello di ascolto “Fiocchi in ospedale”.
Il progetto nato sotto lo slogan “Bimbi si nasce genitori si diventa”, è lanciato da “Save the children” con il sostegno delle Gallerie Auchan ed è stato presentato ieri all’ospedale Niguarda.
Molte le straniere divenute mamme nel 2012 al Niguarda (552 su 2000) e sono anche loro le destinatarie del progetto, proprio perché più fragili e in stato di solitudine.
Per ora l’iniziativa in via sperimentale avrà la durata di due anni.
Lo sportello vedrà l’attuazione delle sinergie tra i reparti di ostetricia, pediatria oltre le unità psicologiche e materno infantile con lo scopo di prendere in carico i casi più difficili ed evitare che sfocino in violenza.

In Italia una donna su dieci, soffre di disturbi post-partum e l’80% va incontro a forme più o meno gravi di depressione– ha spiegato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – Se poi si aggiungono difficoltà economiche e psicologiche della mamma o della coppia, la situazione peggiora e le conseguenze per il bambino possono essere pesanti.”.
Lungimirante e utile, cosi definisce il progetto Pierfranceso Majorino assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute, presente all’inaugurazione dello sportello.

Sostenere la genitorialità è importante –ha aggiunto Majorino- ci dimostra che le persone non sono lasciate sole. I servizi sociali del Comune lavoreranno in rete con il Niguarda e terranno monitorate le famiglie. A trarne beneficio non sono solo i soggetti più deboli, destinatari del progetto, ma tutta la società che si riscopre più coesa e solidale.”
Inoltre, dallo sportello saranno offerti dei veri e propri sostegni, per affrontare e risolvere i disagi sorti all’interno della neo famiglia, da quelli sociali a quelli economici, non ultimo la solitudine femminile che segue l’abbandono forzato del lavoro.

 

 Manuelita Lupo
12 aprile 2013

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