Discorso programmatico di Maroni: via Equitalia e introduzione di un conio locale “’lombard”

Il nuovo governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni, durante la presentazione nell’aula regionale, ha ribadito i punti salienti del suo programma: Equitalia, una moneta lombarda, la spending review, i conti della Regione, Expo e le infrastrutture da realizzare entro il 2015.
Quindi Maroni in merito all'”autonomia” nella riscossione delle tasse, ha subito annunciato che entro l’anno Regione Lombardia dirà addio ad Equitalia. La riscossione dei tributi lombardi avverrà con un ente di riscossione regionale, per dare un adeguato supporto agli enti locali e, allo stesso tempo, ridurre disagi ai cittadini in difficoltà, perchè il servizio  deve essere effettuato tenendo conto del contesto sociale, mentre Equitalia non sta operando con questi principi.
Il governatore Maroni ha pure annunciato, che tra le misure economiche è previsto anche l’introduzione di un conio locale. La Regione Lombardia procederà con “lo studio di fattibilità di questo progetto, già  avviato dal vice governatore leghista, Andrea Gibelli, nella passata legislatura, anche tramite il coinvolgimento dei principali ‘stakeholders’, ovvero banche associazioni istituzioni e Cciaa.

Con l’introduzione del ‘lombard’, questo il nome della nuova moneta complementare, secondo quanto spiegato da Maroni, si può agevolare lo scambio di beni e servizi, in periodi congiunturali caratterizzati dal ‘credit crunch’, come l’attuale.
Sono anche stati annunciati i tagli, 10 milioni di euro in cinque anni, e che saranno tra le priorità del governo regionale, per contrastare la crisi economica, l’illegalità, la riduzione dei costi della politica. Per quest’ultimo punto, Maroni ha precisato che è già in atto una drastica riduzione delle sue spese di funzionamento, di rappresentanza e di segreteria e l’utilizzo delle auto blu, che da ora in avanti sarà consentito solo per fini di servizio.
Maroni  ha poi anche ribadito quello che è  stato lo slogan  della sua campagna elettorale e cioè del 75% di tasse che devono rimanere in Lombardia. A tal proposito ha detto: “Chiederemo allo Stato che vengano riconosciute maggiori competenze, alle quali dovranno corrispondere maggiori risorse provenienti da tributi ed entrate regionali e dalla partecipazione diretta della Regione al gettito di tributi erariali riferibili al proprio territorio, in misura non inferiore al 75% delle entrate tributarie complessive.”
In merito alla Sanità Maroni ha difeso il ‘modello’ lombardo, nonostante questo sia stato attaccato dalle recenti inchieste giudiziarie, dicendo: “A partire dal percorso virtuoso fin qui realizzato, dobbiamo porre le basi per un nuovo salto di qualità che permetterà alla Lombardia di essere leader europeo nel settore, nonostante la prospettiva di riduzione dei finanziamenti governativi”.
Maroni, poi, non ha nascosto all’assemblea la sua preoccupazione in merito all’avanzamento dei lavori per Espo e ribadendo che è sempre bene usare il linguaggio della chiarezza, ha  affermato: “esprimo una forte preoccupazione sul rispetto dei tempi per la realizzazione di tutte le opere previste. Nei prossimi giorni incontrerò i commissari per l’Expo, Pisapia e Formigoni per fare con loro il punto della situazione e valutare le iniziative per consentire la realizzazione di tutte le opere previste nel rispetto dei tempi stabiliti”.
Infine Roberto Maroni, concludendo il suo discorso programmatico al Consiglio regionale lombardo, citando un’affermazione di una canzone di Giorgio Gaber, “Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”, ha detto:”Ecco, la rivoluzione che voglio fare io. Trasformare le idee che ho illustrato in azioni incisive, efficaci e durature, nell’interesse esclusivo dei nostri cittadini”.

Sebastiano Di Mauro
5 aprile 2013

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