Tante Autorità, amici e migliaia di milanesi ai funerali di Enzo Jannacci: riposerà al Famedio

Migliaia e migliaia di persone oggi erano assiepati nel chiostro e nella piazza antistante la Basilica di Sant’Ambrogio, per i funerali di Enzo Jannacci, morto venerdì scorso a 77 anni. Erano così tanti che non tutti sono poi riusciti ad entrare all’intero per la cerimonia funebre, tra questi anche Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori, che arivati un po’ in ritardo. Il molleggiato si è trattenuto un pò fuori dalla chiesa e poi si è allontanato commentando “E’ giusto così. La gente gli voleva bene”.
All’arrivo della salma, un lungo applauso si è levato tra la folla per omaggiare l’artista scomparso, che ha testimoniato l’amore e la stima che Milano aveva per lui.

Ad accompagnare il feretro, tra due ali di folla, la moglie Giuliana Orefice e il figlio Paolo, anch’egli musicista,  e poi  tante Autorità e i gonfaloni di Regione, della Provincia e del Comune, ma  anche il gagliardetto del Milan.
Tra i presenti, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo, l’assessore alla Cultura e vicepresidente della Provincia Novo Umberto Maerna, Renzo Arbore, Ombretta Colli, Roberto Vecchioni, Mara Maionchi, Franca Rame e Dario Fo, Fabio Fazio, Shel Shapiro, Enrico Beruschi e tanti altri…
Nell’Omelia don Roberto D’Avanzo direttore della Caritas Ambrosiana ha  esordito così: “Si potrebbe andare tutti al tuo funerale, cantavi tanti anni fa, ebbene ora ci siamo al tuo funerale, e siamo in tanti, e siamo tutti”. Don Davanzo ha anche ricordato che proprio da una canzone di Jannacci, “El purtava i scarp del tennis” è stato preso il titolo della rivista dell’associazione che si interessa dei senzatetto.
All’uscita dalla Chiesa, dopo la cerimonia, oltre ad  un altro infinito applauso anche il suono della banda e tanti momenti di commozione.
La salma dell’artista poi  si avviava al  Cimitero monumentale, dove verrà seppellito nel Famedio, accanto a coloro che hanno fatto grande Milano.

Sebastiano Di Mauro
2 aprile 2013

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