Arrestato nella notte in Spagna il Killer del gioielliere Giovanni Veronesi

L’attesa svolta nelle indagini del gioielliere Giovanni Veronesi, ucciso a Milano il 21 marzo scorso, è arrivata, proprio mentre la famiglia, gli amici ed i numerosi conoscenti si preparano a dare l’estremo saluto nella Chiesa del Carmine in Brera.
Nella notte, infatti, l’assassino è stato arrestato in Spagna dove, sentendosi braccato dagli investigatori, si era rifugiato nei giorni scorsi.
Così come nelle ipotesi investigative, è risultato che la vittima conosceva il suo e carnefice o perlomeno, il carnefice conosceva la sua vittima. Il presunto assassino, la cui identità non è ancora stata diffusa, è un operaio che aveva da poco perso il lavoro, che per mantenere la famiglia aveva trovato la strada facile per far soldi.

La sua insana scelta era ricaduta su Veronesi, per il quale in passato aveva svolto un lavoro in negozio, quindi aveva più possibilità di farsi aprire senza insospettire. Poi una volta dentro la gioielleria ha portato avanti il suo disegno criminoso, nonostante la vittima si sarebbe difeso  ferendolo. Poi arraffando tutto quello che poteva, compreso il giaccone del Veronesi, si era rifugiato in un albergo alla periferia di Milano.
L’errore fatale lo avveva commesso, non accorgendosi che nel giaccone trafugato vi era anche il cellulare della sua vittima. Così, quando la figlia di Veronesi aveva cercato di mettersi in contatto col padre, il telefonino ha agganciato una cella che ha poi  messo gli inquirenti sulla pista giusta.
E’ stata così trovata trovata la stanza, dove gli inquirenti hanno trovato tracce di sangue, che ha così confermato la presenza dell’uomo in quel luogo.
Il killer si nascondeva in un paesino in Spagna e proprio lì nella notte  sono scattate le manette. In queste ore si sta svolgendo l’interrogatorio per permettere l’estradizione, che lo ricondurrà in Italia.
Il  Sindaco Giuliano Pisapia, nell’apprendere la notizia, oltre che esprimere  vicinanza alla famiglia, per la tragica e dolorosa perdita, ha fatto pervenire le sue congratulazioni all’Arma dei Carabinieri e alla Procura della Repubblica per la rapidità e la professionalità con cui hanno svolto le indagini, ribadendo lo sdegno suo e dell’intera città.

Sebastiano Di Mauro
27 marzo 2013

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