Riaccesa la vertenza sullo sfratto Teatro San Babila. Senza pietà le condizioni del parroco per far concludere la stagione

Si è sperato fino all’ultimo sul buon senso di Mons. Alessandro Gandini, parroco della Basilica San Babila, ma è di tutta evidenza dall’atteggiamento che quest’uomo, chiamato per vocazione ad esercitare la pietà, non intende, in alcun modo, voler scendere a trattative con la controparte rappresentata dalla società Ti.Esse.Bi s.r.l., che fa capo al Teatro San Babila, gestito dal direttore artistico Gennaro D’Avanzo.
Il parroco ha fretta di prendere possesso dei locali ed ha dato mandato al suo  avvocato di dare corso  IMMEDIATAMENTE all’esecuzione del provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Milano.

Di contro l’avvocato Luigi Raucci, legale del Teatro San babila,  ha richiesto di consentire che il rilascio avvenisse contestualmente al termine della stagione in corso, per salvaguardare gli abbonati, le compagnie e soprattutto la sorte dei 16 dipendenti, di cui si è parlato nel nostro precedente articolo sulla questione e che potete leggere qui.
La risposta della Parrocchia, pervenuta tramite il suo legale, ha risposto che avrebbe atteso il termine della stagione, rinviando l’esecuzione di due mesi, solo alla CONDIZIONE che si rinunciasse al “RICORSO IN CASSAZIONE, versato le somme pretese per le opere contestae e provveduto al pagamento di tutte le spese di giustizia”.
GennaroDAVANZO2Gennaro D’avanzo, comprensibilmente amareggiato ha commentato: “In soldoni don Gandini vuole subito il teatro libero, vuole tutte le somme possibili, anche quelle contestate, e, per un breve rinvio (meno di due mesi), chiede appena la rinuncia al ricorso Sic!” Aggiungendo sconsolato: “pensare che una settimana fa Papa Francesco ha detto che la ricchezza della Chiesa è di aiutare i poveri, i popoli e fare carità cristiana e di essere per la Chiesa pastore nel proprio gregge. Parole queste forse sfuggite al Mons. Gandini”.
La replica a questa assurda e vergognosa pretesa, che D’Avanzo definisce “comportamento duro e insensibile alle altrui esigenze”, è stata inviata attraverso l’avvocato Raucci con una lettera che recita semplicemente così: “BEATI I MISERICORDIOSI PERCHE’ TROVERANNO MISERICORDIA”, “BEATI I PERSEGUITATI DALLA GIUSTIZIA PERCHE’ DI ESSI è IL REGNO DEI CIELI”, “D’Avanzo è nel regno dei cieli”.
Altrettanto immediata è stata la decisione di Gennaro D’Avanzo a dare disposizione agli  avvocati, Luigi Raucci di Milano e Benedetto Gargano di Roma, di depositare IL RICORSO PER CASSAZIONE.
Di pari passo è stata altresì richiesta alla Corte d’Appello di Milano la sospensione della provvisoria esecutività della sentenza, in attesa del giudizio della cassazione, cosa che finora non era stato fatto sia perchè non ancora depositate le motivazioni della sentenza, ma soprattutto perché rimaneva sempre la recondita speranza che la Parrocchia non volesse dare esecuzione al provvedimento, ma che si potesse arrivare a dignitosi compromessi.
Perchè Mons. Alessandro Gandini, parroco della parrocchia San Babila,  settantaquattrenne e prossimo alla pensione, ha fretta? Questo è quanto si chiede lecitamente D’Avanzo, che in modo pertinente si chiede: “Se è vero che la Parrocchia intende continuare l’attività teatrale, che senso ha avere gli immobili a fine aprile e non a fine maggio?
La risposta la darà solo il tempo, perchè oramai è chiaro che questo “uomo di Dio” non vuole comunicare con gli uomini del suo “gregge”, come sembra abbastanza chiaro che le autorità locali, Comune in testa, non intendono interferire neanche in nome della Cultura che da più parti si dice di voler difendere.

Sebastiano Di Mauro
23 marzo 2013

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