Concerto di Natale con Bach sotto l’albero: Ton Koopman dirige l’orchestra

Ton Koopman, un nome che non passa inosservato a chi allieta i suoi orecchi con l’eterna, unica, sensibile musica classica. Un fuoriclasse di caratura mondiale, maestro sinfonico, direttore d’orchestra, organista e clavicembalista, Koopman ha origini olandesi, ma durante la sua carriera musicale, la meritata fama lo ha accolto in tutto il mondo. La sua meravigliosa presenza scenica non poteva che omaggiare l’elegante ambiente del conservatorio Verdi per un evento promosso dalla Società del Quartetto di Milano. Ieri l’appuntamento alla testa delle sue compagini d’adozione: l’Amsterdam Baroque Orchestra and Choir, creatura modellata dallo stesso maestro, che ne ha fondato trent’anni fa l’organismo strumentale, per dotarlo successivamente, con la collaborazione di Simon Schoutens, del corrispettivo corale. Canto solistico e polifonia, strumenti e voci, interiorità spirituale e lussuosa dilatazione scenografica, consapevolezza della storia e coraggiosa sperimentazione convivono in una partitura grandiosa, che dopo quattro secoli mantiene vivo tutto il suo fascino e la sua presa sull’ascoltatore.

Nota per essere specializzata nell’esecuzione di particolari strumenti, l’orchestra è costituita nel suo nucleo da musicisti fiamminghi ed inglesi, con la collaborazione di altri artisti internazionali. Il Barocco tedesco è per vocazione il cuore del repertorio della formazione, come testimonia l’entità dei progetti realizzati. Per la band la più ambiziosa impresa è stata la fortunata registrazione integrale delle Cantate, sacre e profane, di Bach. Un progetto nato nel 1994 e portato avanti con determinazione con i suoi ventidue volumi pluripremiati e accompagnati dalla ricerca musicologica al più alto livello. Vanta una fitta attività discografica, che ha al suo attivo la quasi totalità del Bach vocale e molto strumentale, oltre a titoli chiave di Haendel come il Messiah, la Resurrezione ed i Concerti.
 
Per assaporare l’atmosfera natalizia e per un’abitudine diventata ormai tradizione la Società del Quartetto ha celebrato il Natale con un concerto del direttore olandese, tornato in Conservatorio con i complessi dell’Amsterdam Baroque e un quartetto formato dal soprano Esther Ebbinge, dal contralto Lester Lardenoye, dal tenore Guido Groenland e dal basso Jasper Schweppe. La scelta di Koopman si è direzionata ad una selezione di brani barocchi, soprattutto francesi, ispirati dalla liturgia del Natale. Le prime note del concerto sono quelle di “Messe de minuit H 9″, la più famosa delle 11 messe composte da Marc-Antoine Charpentier, che la compose per la notte di Natale fra il 1690 e il 1693 rielaborando per il testo liturgico alcune melodie popolari. Arcangelo Corelli, unica voce italiana della serata, è invece l’autore dell’intenso ed emotivamente coinvolgente “Concerto grosso n. 8 “per la notte di Natale”” cui seguono il “Laudate Dominum” di Michel Corrette (che si ispira al II movimento della “Primavera” di Vivaldi) e tre “Noëls” di Louis-Claude Daquin, tre canti di Natale proposti nell’arrangiamento dello stesso Koopman. Finale con il grandioso, solenne e conosciutissimo “Te Deum H 146″ di Charpentier. All’amato Bach per una volta Koopman riserva spazio solo nell’incontro alle Gallerie d’Italia dell’11 in piazza Scala. Nell’ambito dei festeggiamenti per il 150° della Società del Quartetto, il maestro olandese ha parlato del Kantor con don Luigi Garbini e Quirino Principe introducendo fra l’altro il libro “J.S. Bach – Le Cantate” di Raffaele Mellace realizzato con il contributo del Quartetto. Un concerto che ha fatto respirare un po’ di atmosfera nordica, che si è inserito nel solco dell’antica tradizione delle città del nord
Europa, dove nel periodo dell’Avvento, è solito ascoltare grandi concerti corali ed orchestrali con programmi evocanti nelle loro linee i concetti della pace, della fratellanza e dell’uguaglianza tra le genti.

Sonia Carrera
12 dicembre 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook