Discorso del cardinale Scola alla città di Milano, per il santo patrono sant’Ambrogio

Lo scorso pomeriggio, alla vigilia del santo patrono, nella basilica di Sant’Ambrogio, l’arcivescovo di Milano Angelo Scola, ha tenuto il tradizionale discorso alla città di Milano, sottolineando l’importanza della libertà di culto, dicendo: “oggi appare molto difficile, significa affrontare un’emergenza che va sempre più assumendo un carattere globale” . Al solenne pontificale hanno partecipato il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il sottosegretario Paolo Alli, In rappresentanza della Regione Lombardia, i vertici di polizia, carabinieri, guardia di finanza, il prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli e consiglieri comunali e regionali e numerose altre autorità cittadine.

La cerimonia ha avuto un momento in cui, ricalcando un’antica tradizione, sono stati donati dal comune di Milano all’arcivescovo gli Ambrogini d’Oro, le antiche monete dell’epoca di Sant’Ambrogio. Un altro gesto pieno di significato, più politico che religioso, è stato la stetta di mano, durante la celebrazione della liturgia, tra Umberto Ambrosoli e Gabriele Albertini, i due dei possibili candidati alla presidenza della Regione Lombardia.

Nella sua omelia Scola ha detto:”La giusta e necessaria aconfessionalità dello Stato ha finito per dissimulare, sotto l’idea di neutralità, il sostegno dello Stato a una visione del mondo che poggia sull’idea secolare e senza Dio” Poi l’arcivescovo ha sottolineato: ”Lo Stato cosiddetto ‘neutrale, dall’essere tale fa propria una specifica cultura, quella secolarista, che attraverso la legislazione diviene cultura dominante e finisce per esercitare un potere negativo nei confronti delle altre identita’, soprattutto quelle religiose, presenti nelle societa’ civili tendendo ad emarginarle, se non espellendole dall’ambito pubblico”.

Il Cardinale proseguendo il suo tradizionale discorso ha aggiunto:”Il nostro è un tempo che domanda una nuova, larga cultura del sociale e del politico. Poi parlando di Milano e della Lombardia il cardinale ha ricordato che entrambe ”sono e saranno sempre più abitate da tanti nuovi italiani immigrati di prima, seconda e terza generazione. Un “processo storico di civiltà e di culture, che richiede di mostrare la capacità di rispettare la libertà di tutti, di edificare il corpo ecclesiale e un buon tessuto sociale trasmettendo fede e memoria”.

Inoltre il cardinale ha voluto sottolineare quanto sia importante “Pensare e praticare la libertà religiosa appare oggi molto più difficile di quanto ci si aspetterebbe. Parlare oggi di libertà religiosa significa affrontare un’emergenza che va sempre più assumendo un carattere globale”.

Sul tema della libertà religiosa, ha sottolineato Scola “s’intrecciano almeno tre gravi problemi: il rapporto tra verità oggettiva e coscienza individuale, la coordinazione tra comunità religiose e potere statale e, dal punto di vista teologico cristiano, la questione dell’interpretazione dell’universalità della salvezza in Cristo di fronte alla pluralità delle religioni e di mondovisione”.

 

Sebastiano Di Mauro
7 dicembre 2012

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